«Concertazione buttata a mare»

12/07/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Reazioni – Sindacati spiazzati dall’annuncio in Tv: iniziativa inaudita, aspettavamo le cifre per lunedì

    «Concertazione buttata a mare»
    Cofferati: verso tempi duri – Pezzotta: reagiremo – Per la Uil «fiducia minata»
    Lina Palmerini
    ROMA – La rottura del Governo con i sindacati è maturata nel giro di mezz’ora. Uno strappo difficile da ricucire per le modalità in cui è avvenuto che hanno completamente spiazzato Sergio Cofferati, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti. I tre leader di Cgil, Cisl e Uil sono stati, infatti, letteralmente presi in contropiede dall’intervista televisiva di Giulio Tremonti in cui il ministro dell’Economia ha spiegato tutto quello che a loro non era stato detto nel primo appuntamento "concertativo" sul Dpef. Tutto è successo nel giro di pochi minuti: i tre leader sindacali scendono nella sala stampa di Palazzo Chigi e commentano il primo incontro con il Governo sul Dpef. «Si è trattato di un incontro interlocutorio, le cifre sono ancora in fase di elaborazione, lunedì le vedremo», dicono. E aggiungono: «All’incontro non era presente Tremonti, arrivato in ritardo» perché impegnato, a detta di Angeletti «a mettere a punto i conti con la Banca d’Italia». Perfino Cofferati "benedice" il metodo dell’Esecutivo «che nel caso del Dpef rispetta la concertazione». L’idillio, però, si rompe nel giro di poco: si diffonde infatti la notizia che Tremonti sta spiegando in Tv i dettagli dei conti pubblici. A questo punto, i tre leader sindacali si spostano davanti ai televisori della sala stampa di Palazzo Chigi a seguire l’intervista con tutte le cifre che mezz’ora prima a loro erano state taciute. «È cominciata una nuova era. In un colpo solo il Governo ha buttato a mare la concertazione», ha commentato seccamente Cofferati costretto a rimangiarsi i commenti positivi di poco prima. «Il Governo — ha detto Cofferati — chiama il sindacato anche per informare delle dimensioni del buco e poi la dà alla televisione. Tremonti non era presente all’inizio al confronto. Ora sappiamo perché. Era a spiegare ai cittadini italiani quello che non ha voluto spiegare al sindacato». Ma l’entità del buco per Cofferati vuol dire che «tutto quello che Berlusconi ci ha detto nell’incontro non sta nè in cielo nè in terra. I tagli alla spesa sociale ci dovranno essere per forza, e per milioni di persone si annunciano tempi duri». Anche il leader della Uil, Angeletti e della Cisl, Pezzotta, sono costretti a una marcia indietro e una bocciatura decisa dei metodi concertativi del Governo. «È sconcertante — ha detto Pezzotta —. Lunedì chiederemo un chiarimento. Ma se questo è il metodo reagiremo adeguatamente con atti sostanziali». Quasi un calcio negli stinchi è per Angeletti il comportamento dell’Esecutivo: «È stata minata la fiducia reciproca. Il clima di lunedì sarà molto meno idilliaco. Prima ci dicono che non sono in grado di fare una valutazione sull’entità del buco e poi il Governo dà le cifre in diretta agli italiani in televisione. Questo attiene alla correttezza dei rapporti e alla reciproca fiducia. Non so se è un calcio negli stinchi, certo è un comportamento che mina la fiducia necessaria dei rapporti». Gli industriali, che anche ieri si sono incontrati con il Governo, si astengono invece da commenti: oggi ci saranno i primi giudizi di Confindustria anche se il presidente, Antonio D’Amato, ieri ha parlato «di lavori in progress, valuteremo». Lunedì prossimo, data del secondo round tra sindacati e Governo, toccherà all’Esecutivo tentare di recuperare un dialogo che a questo punto diventa davvero in salita. Le scuse non potranno bastare dopo lo smacco "televisivo" e il confronto diventerà davvero serrato. «Le scuse di Tremonti — ha detto Pezzotta — non bastano. Toccherà lunedì al presidente del Consiglio chiarire cosa è avvenuto. Certo la diffidenza aumenta». E la prossima settimana cominceranno anche i tavoli tecnici con i sindacati sul pacchetto dei 100 giorni. Intanto nell’appuntamento di ieri i sindacati hanno fissato alcuni paletti: no a tagli alla spesa sociale, è il primo. Il secondo, invece, è il ritocco in sù del tasso di inflazione programmata di cui si parlerà lunedì ora che le cifre dei conti sono chiare. Cgil, Cisl e Uil dall’appuntamento di ieri dicono di aver ricevuto rassicurazione su vari fronti: nessuna reintroduzione dei vecchi ticket sanitari anche se ci saranno misure di contenimento della spesa sanitaria, nessuna manovra di aggiustamento ma «rallentamento» del programma di rientro dal disavanzo. «Il Governo ci ha parlato della necessità di un contenimento della spesa, non di tagli», ha detto Pezzotta.
    Giovedí 12 Luglio 2001
 
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