Concertazione, Bombassei rilancia il dialogo

07/10/2004


            giovedì 7 ottobre 2004

            Il Sole-24 Ore
            sezione: ITALIA-LAVORO – pag: 21


            Concertazione, Bombassei rilancia il dialogo
            ROMA -«Siamo disponibili a confrontarci in maniera assoluta». Alberto Bombassei, vice presidente della Confindustria, rilancia la palla del dialogo alle organizzazioni sindacali. In ballo c’è il contratto dei metalmeccanici e il tavolo sulla competitività da riallacciare. E Bombassei sollecita una ripresa al più presto, perché «i tempi non permettono ulteriori dilazioni». Ma il tema degli assetti contrattuali resta un pomo della discordia, sia tra Confindu
            stria, perché il nostro documento è aperto a qualsiasi proposta. Il diktat l’ha posto la Cgil, nel dire parliamo di tutto, meno che degli assetti contrattuali», ha aggiunto il vice presidente di viale dell’Astronomia.

            E in effetti ieri il segretario confederale Cgil, Carla Cantone, ha ribadito che si può riprendere il tavolo con gli imprenditori, ma senza parlare di contratti. «Dobbiamo tornare a discutere di politica industriale, di crescita e di occupazione e andare a chiedere al Governo risposte concrete», ha detto la sindacalista. «Il tavolo deve ripartire da lì, non dai contratti, dove i sindacati devono trovare una posizione comune», ha aggiunto la Cantone, parlando a margine dello stesso convegno di Business International dove era presente anche Bombassei.

            Più disponibile il leader della Cisl, Savino Pezzotta: «Montezemolo continua a dire che bisogna discutere su un cambiamento delle relazioni industriali. Io ci sto, e aspetto di essere chiamato», ha detto. «Io sono in credito — ha aggiunto — siamo pronti ad accogliere l’invito del presidente della Confindustria, senza tabù. Bisogna rifondare le relazioni industriali, che rischiano sempre di più di sfilacciarsi». Per Pezzotta, l’accordo del 1993 sulla politica dei redditi ha funzionato, «ma è invecchiato. Quell’intesa serviva per affrontare la situazione del debito pubblico del nostro Paese e per entrare in Europa. Ora dobbiamo stabilire qual è il nuovo obiettivo delle relazioni industriali, che però, sia chiaro, non può essere la moderazione salariale».

            Per i sindacati, esiste un problema di recupero del potere d’acquisto. Per la Confindustria, l’aumento salariale deve tenere conto delle regole ferree della competitività: «Abbiamo tutto l’interesse di fare la politica salariale, potendo però incrementare i salari dove ci sono le condizioni, dove ci sono gli incrementi di redditività e produttività». Un paletto che pone limiti evidenti alle richieste del sindacato: «In questo momento, dove ci sono problemi di sopravvivenza per gran parte delle aziende italiane, parlare solo di salari è una specie di suicidio», ha detto Bombassei.

            A suo parere gli aumenti retributivi devono viaggiare di pari passo con l’aumento della produttività e della redditività delle imprese: «Distribuire una maggiore redditività credo sia auspicabile, ma in modo indiscriminato è una mossa miope, che non aiuta l’industria a uscire dalla sua crisi».

            In ogni caso, secondo il vice presidente della Confindustria, sarebbe opportuno e importante che la Cgil si sedesse al tavolo: «È il sindacato numericamente più importante, non credo che si possa fare una concertazione vera senza questo protagonista al tavolo. Mi auguro che ciò avvenga e che avvenga al più presto, perché i tempi non permettono ulteriori dilazioni».

            N.P.