Conbipel, esito incontro 22/10/2010

Roma, 27 Ottobre 2010

Testo Unitario

il 22 ottobre scorso si è tenuto il previsto incontro con Conbipel per l’illustrazione della situazione aziendale e delle prospettive future.
L’anno fiscale al 31 marzo 2010 chiude con un fatturato di 231.368 milioni di €, meno 32 milioni di € rispetto al budget (264.193 milioni); meno 2 milioni di € di EBITDA.
Il bugdet FY 2011 di 242.723milioni€ si inquadra in un business plan 2010-2014 durante il quale l’azienda investirà 45 milioni € e che prevede:

    Aprire 52 negozi, principalmente in centri commerciali

    Investire in ristrutturazioni

    Ricercare nuove location e ridurre gli spazi di alcuni pdv

    Testare un nuovo format che sta elaborando

    Potenziare la pubblicità, le sfilate e i cataloghi

    Garantire un miglior prodotto a parità di prezzo

    Aumentare i margini

    Razionalizzare la gestione degli stock

    Potenziare la formazione. Tra il 2007-2010 sono andate in formazione 2.418 persone, pari a 60.209 ore, anche grazie ad un importante progetto finanziato da For.Te. L’azienda ha dichiarato che grazie a questo investimento è cresciuto il fatturato (per esempio del 3,6% grazie al progetto di vendita assistita presso i camerini) e che intende avvalersi del finanziamento del Fondo anche il prossimo anno.Per far questo l’azienda si è dotata di un nuovo modello organizzativo, con lo scorporo di funzioni e il 70% in più di implementazione di nuovi ruoli, soprattutto nella .Divisione buyer e merchandising. Dal 2007 sono state assunte 198 persone e nella sede oggi sono occupate 127 persone.

    Inoltre l’azienda ha concluso un accordo con un pool di banche finanziatrici per l’erogazione di 20 milioni di €, nuove linee di credito per 25 milioni e una linea di credito a medio-lungo termine per 112 milioni.

Dal punto di vista occupazionale, a fronte del piano di chiusura dei negozi febbraio- ottobre 2010, dei 60 dipendenti coinvolti dalla procedura, 34 sono stati ricollocati, 15 sono andati in mobilità volontaria e 11 sono attualmente in Cigs.
L’azienda ha dichiarato che si aggira intorno ai 4 milioni di € il recupero che è stato possibile effettuare sia attraverso il piano chiusure che grazie alla diversa organizzazione del lavoro maggiormente orientata all’utilizzo del part-time (399 part-time nel 2009; 643 nel 2010).
Negli attuali 157 pdv e sede sono occupate 1471 full time e 622 part-time.
Tuttavia l’azienda ha sostenuto che per attuare il business plan sarà necessario chiudere nei prossimi mesi 20 negozi, quelli che continuano a perdere vertiginosamente nonostante gli interventi (come per esempio la rinegoziazione degli affitti) o che hanno location che non permettono la ripresa nonostante eventuali investimenti.
Da parte nostra abbiamo espresso il nostro apprezzamento per un’azienda che ha reperito risorse importanti per lo sviluppo e la crescita e che intende investire. Come parti sociali abbiamo evidenziato l’importanza di corrette relazioni sindacali a tutti i livelli che hanno permesso non solo di gestire congiuntamente processi di riorganizzazione, ma anche di aver accompagnato la trasformazione di questa azienda per il cambiamento culturale necessario ad un nuovo e diverso modo di lavorare rispetto alla precedente proprietà.
Abbiamo tuttavia espresso molte preoccupazioni per lo scenario che si prospetta per la chiusura di un numero così importante di negozi e per il grave impatto occupazionale che questo genererà.
Inoltre avevamo già comunicato all’azienda la nostra volontà di presentare una piattaforma per il contratto integrativo aziendale che vada a completare gli accordi nazionali già sottoscritti sulle relazioni sindacali, sulla sicurezza e RSL, e sulla videosorveglianza (di cui sono stati sottoscritti 19 accordi territoriali) e che intendiamo continuare il percorso indipendentemente dallo scenario prospettato.
Rispetto a questo l’azienda non ha espresso preclusioni e si è resa disponibile al confronto.
Pertanto vi inviamo in allegato una bozza di piattaforma sui contenuti discussi in occasione dell’ultimo coordinamento nazionale. Invitiamo pertanto le strutture territoriali a svolgere le assemblee e dare riscontri alle Federazioni Nazionali entro il 5 novembre per poi poter inviare e illustrare la piattaforma all’azienda.

p. La Filcams CGIL Nazionale
D. Banchieri