Conad: «Siamo tra i più danneggiati»

11/02/2005

    venerdì, 11 febbraio 2005

    Pagina 12

    «Siamo tra i più danneggiati»
    Il gruppo è il più rilevante creditore di Cedi.Puglia.
    Voci di «complotto»

    Franco Giubilei
    corrispondente da BOLOGNA

    Dopo una serie convulsa di riunioni nella sede centrale di Bologna, il giorno più lungo del consorzio nazionale Conad si conclude con un comunicato stringatissimo della direzione in cui si sottolinea, «com’è stato chiarito anche dallo stesso pm del tribunale di Bari, che Conad è uno dei principali danneggiati in quanto il più rilevante creditore di Cedi Puglia. Tale situazione non ha mai intaccato in alcun modo la solidità finanziaria e patrimoniale di Conad, che ha un giro d’affari annuale di oltre 7 miliardi di euro». Si esprime poi appoggio incondizionato ai dirigenti inquisiti e totale fiducia nella magistratura. Fin qui la scarna ufficialità, ma l’inchiesta barese ha colpito al cuore il colosso della distribuzione: quota di mercato vicina al 10%, oltre 2.800 punti vendita.

    A microfoni spenti, cominciano a circolare i primi tentativi di ricostruzione: «Noi in questa vicenda ci abbiamo rimesso una barcata di soldi cercando di rimediare a una situazione di dissesto della Cedi Puglia. Ovviamente Consorzio Conad non è il solo soggetto interessato. Fra i creditori di Cedi c’erano altre aziende che hanno letto il nostro intervento come un tentativo di limitare i nostri danni a scapito degli altri creditori, come se Conad fosse entrata in Cedi Puglia cercando di fare i propri interessi». Si parla di una situazione molto complessa, coi due top manager Conad Camillo De Berardinis e Mauro Bosio rimasti implicati nell’indagine perché nel 2002 con la Leasinvest (controllata da Conad) avevano tentato il salvataggio del consorzio pugliese, indebitato per diverse decine di miliardi di vecchie lire con Conad, che gli forniva i prodotti da distribuire in Puglia. All’origine dell’inchiesta, secondo le stesse voci, dovrebbe esserci la denuncia da parte degli altri creditori di Cedi Puglia. Si ipotizza qualche forma di complotto: «In un momento come questo passa di tutto per la testa, ma le carte non le ha ancora viste nessuno».


    Siamo alla fine degli Anni 90: in Puglia opera una società, la Cedi, con un centinaio di punti vendita: «Consorzio Conad vendeva parte dei suoi prodotti alla Cedi e, a fronte di un forte credito, decise di entrarci nel 2002 per salvare la società, evitare le perdite e recuperare il credito, ma la situazione era troppo compromessa. Di conseguenza la società controllata da Conad è uscita nel 2003 e nel 2004 è stato decretato il fallimento di Cedi Puglia. De Berardinis e Bosio sono stati chiamati in causa, a nostro avviso senza che avessero responsabilità di sorta, in quanto all’epoca erano il presidente e il vicepresidente della società incaricata di salvare Cedi. «L’obiettivo principale, lo ripetiamo, era salvarla dal dissesto». Qui finiscono le conversazioni confidenziali, si torna all’ufficialialità per far sapere che «le indagini effettuate non riguardano né il consorzio nazionale Conad né alcune delle cooperative associate».