Conad, crac da 100 milioni

11/02/2005


       
       
       
       
      Numero 035, pag. 14 del 11/2/2005
       
      Conad, crac da 100 milioni
       
      Bancarotta fraudolenta nel fallimento di Cedi-Puglia, di cui il consorzio era socio.
      Arrestati ieri l’a.d. e il direttore amministrativo
       
      Bufera su Conad per un crac da oltre 100 milioni di euro. Ieri i finanzieri del Gico, Gruppo investigativo criminalità organizzata di Bari, hanno arrestato per bancarotta fraudolenta Camillo De Berardinis, amministratore delegato e vicepresidente del consorzio, il direttore amministrativo Mauro Bosio e altre cinque persone. L’operazione riguarda le indagini sul fallimento per almeno cento milioni di euro del consorzio barese Cedi-Puglia, di cui era socio Conad e che distribuiva generi alimentari a supermercati pugliesi, calabresi e siciliani.

      La Cedi-Puglia aveva avuto anche fatturati annui di mille miliardi di lire, e mirava a espandere le forniture in tutta l’Italia meridionale. Il suo dissesto ha provocato gravi ripercussioni sull’intero gruppo e per circa 1.600 fra dipendenti e lavoratori delle piccole imprese dell’indotto. Le fiamme gialle hanno accertato la distrazione di ingenti quantitativi di merce, mai pagata, a favore di società riconducibili ad alcuni consiglieri del consiglio d’amministrazione della Cedi-Puglia e a consulenti della società per un valore di oltre 70 milioni di euro.

      Tra le ipotesi di reato contestate dai magistrati baresi, l’irregolarità dell’operazione di sale and lease back (vendita e riutilizzo in leasing) che faceva parte del piano di risanamento proposto dai vertici di Conad per far fronte alla grave crisi finanziaria in cui la Cedi versava nel gennaio del 2002. Le indagini del Gico hanno evidenziato che prima di questa operazione, nel 2002, erano entrati a far parte di Cedi-Puglia, con ruoli decisionali, Camillo De Berardinis e Mauro Bosio, rispettivamente a.d. e direttore amministrazione e finanza di Conad, il maggior fornitore di merce del consorzio. Le somme ricavate con il lease and back sarebbero così finite nelle casse di Cedi-Puglia che le utilizzava per effettuare pagamenti preferenziali alla Conad e a soggetti di rilevanza nazionale indicati e selezionati dalla stessa Conad. L’operazione portò alla vendita da parte di Cedis (proprietaria degli ex supermercati Gum e indirettamente controllata da Cedi-Puglia), per 15 milioni di euro, alla Leasinvest di Bologna (controllata da Conad e da una delle banche capofila dei pool di istituti di credito finanziatori delle operazioni di acquisizione), di tre punti importanti vendita nel Salento. La somma ricavata finì poi nelle casse di Cedi che cosi poteva effettuare pagamenti in preferenziale nei confronti della stessa Conad. Successivamente a questa operazione il piano di risanamento proposto per risollevare le sorti finanziarie di Cedi-Puglia non è stato più attuato e il 3 maggio dello scorso anno la società è stata dichiarata fallita, con un’esposizione debitoria di oltre 140 milioni di euro.

      Conad, nato nel 1962 a Bologna per iniziativa di alcuni dirigenti della cooperazione di consumo, ha chiuso il 2003 con una quota di mercato del 9,67%. I 2.817 punti vendita associati, suddivisi tra supermercati, negozi di prossimità, ipermercati e superstore, hanno espresso nel 2003 un giro d’affari di quasi 6.400 milioni di euro. In una nota Conad ha precisato che ´le indagini effettuate non riguardano né il consorzio stesso né alcune delle cooperative associate’ e puntualizza che, ´come è stato chiarito anche dallo stesso Pm del tribunale di Bari, Conad è uno dei principali danneggiati in quanto il più rilevante creditore di Cedi-Puglia. Tale situazione non ha mai intaccato in alcun modo la solidità finanziaria e patrimoniale di Conad, che ha un giro d’affari annuale di oltre 7 miliardi di euro’. Il consorzio ribadisce ´l’incondizionato appoggio ai suoi dirigenti inquisiti, nella ferma convinzione che abbiano operato nel rispetto delle leggi vigenti. Confida, inoltre, che la loro completa estraneità ai fatti possa essere accertata in tempi brevi da parte della magistratura inquirente’.

      Conad fa parte dell’Associazione nazionale cooperative dettaglianti (Ancd), aderente a Legacoop: quest’ultima auspica ´un rapido accertamento dei fatti che hanno decapitato il vertice della Conad in modo da restituire serenità a un gruppo protagonista della distribuzione commerciale italiana’ e nel contempo conferma la ´stima per gli amministratori indagati’.