Conad, con Leclerc anche per andare all’estero

30/06/2003





AFFARI ITALIANI
lunedi 30 Giugno 2003
pag. 14

L’accordo con il terzo operatore francese, anch’esso su base cooperativa, prevede un divisione dei compiti in Italia, con gli Iper affidati al nuovo alleato e nuove iniziative comuni in Europa, specie nei nuovi paesi che entrano nella Ue

Conad, con Leclerc anche per andare all’estero


CARLO CAMBI


Non pronuncia mai la parola sfida, non è nel suo stile. Ma si capisce che Camillo De Berardinis, amministratore delegato del gruppo Conad, sta giocando un match decisivo: rintuzzare l’offensiva di colossi come Auchan e Carrefour che stanno penetrando con prepotenza nel nostro mercato e rilanciare i brand italiani oltre i confini nazionali. Lo stadio dove si gioca questa partita che vale alcune decine di miliardi di euro sono gli iper e i supermercati: la cosiddetta «distribuzione moderna», il settore a più forte espansione, ma anche a più forte competitività in Europa. Il vecchio Continente è stimato come la piazza più importante al mondo per la distribuzione e del resto già oggi il settore vale il secondo posto del Pil continentale e oltre 22 milioni di occupati. Cosa succederà con la «grande Europa» è facile intuirlo. Ed è anche per preparare il secondo tempo di questo match, con i confini continentali allargati, che Conad ha accelerato sull’alleanza con Leclerc, il terzo operatore francese anch’esso a base cooperativa che vale poco meno di 25 miliardi di euro di fatturato. E’ nata Conalec, una società partecipata in maggioranza da Conad, che ha «spartito» i territori d’influenza. A Leclerc vanno gli ipermercati, a Conad la gestione dei supermercati. Ed è un’alleanza aperta ad altri gruppi cooperativi (il primo riferimento è ovviamente a Coop Italia) «perché spiega De Berardinis la competitività nella distribuzione moderna si gioca sì sul rapporto qualità prezzo, ma anche sui servizi al cliente e sulla capacità di fare del customer care». Come dire se agiamo nei confronti di «soci» siamo più attenti alle esigenze del cliente finale. Questa «attenzione» è l’atout principale dei dettaglianti riuniti sotto il simbolo della Margherita. Un gigante italiano. Conad vale un po’ più di 6 miliardi di euro fatturato, copre il 10% del mercato, conta 3 mila punti vendita che sviluppano in totale oltre un milione di metri quadrati di superficie. Eppure questi numeri da soli non bastano più. «L’alleanza con Leclerc racconta l’amministratore delegato di Conad ha lo scopo di incrementare le superfici di vendita, ma anche di aprire ai nostri prodotti nuovi mercati. Bisogna esplorare i settori non food e bisogna aumentare i servizi attorno e nei punti vendita».
Leclerc ha in Francia oltre 5 mila distributori di benzina e presto queste pompe, con la liberalizzazione del mercato, le vedremo in Italia dove l’insegna Leclerc comincerà a campeggiare sugli Ipermercati un tempo etichettati come PianetaConad. In progetto ce ne sono una decina di nuovi: il primo sarà quello di Rimini da oltre 10 mila metri quadrati e sempre quest’anno ci saranno 4 cambi insegne. Il resto del programma è previsto a cinque anni con una importante finestra sulla "nuova Europa" . LeclercConad si appresta ad aprire un ipermercato in Slovenia. Ma procedono a tappe forzate anche le riconversioni degli altri punti vendita. Ogni anno Conad investe oltre 80 milioni di euro e nel 2002 quasi 100 mila metri quadrati di superficie sono stati interessati da interventi di ristrutturazione; altrettanto si farà quest’anno e nel 2004 con un forte incremento dell’occupazione e il desiderio di incrementare la diffusione di Conad sul territorio. I punti di forza sono le regioni adriatiche (EmiliaRomagna, Marche e Puglia) ma nel centro e nel sud Italia le coop dei dettaglianti sono in forte espansione. «Hanno capito nota con una punta d’orgoglio De Berardinis che unendosi possono fare economie di scala, accontentare di più i clienti, valorizzare i prodotti locali e incrementare le superfici di vendita fattore indispensabile per incrementare la redditività del "negozio". Non a caso l’80% del fatturato Conad viene dai supermercati. Siamo però comunque dettaglianti al servizio dei mercati locali capaci di agire globale». L’«agire globale» si riflette positivamente sull’agroalimentare di qualità. Il «private label» è un settore decisivo per la distribuzione moderna e Conad ha lanciato con successo il brand «Sapori e dintorni» che riunisce un’ottantina di prodotti di territorio italiani: dai salami, all’olio, passando per il tonno. Proprio Sapori e Dintorni sarà esportato massicciamente in Francia grazie all’accordo con Leclerc e ci sono già intese per portare questi prodotti esclusivi del made in Italy enogastronomico su mercati ancora più importanti. Si parla di Giappone e Usa. Ecco la funzione strategica dell’alleanza con Leclerc. «Oltre ai distributori di benzina spiega De Berardinis sperimenteremo le gioiellerie e tutti i settori non food che ci porta in dote Leclerc. Esporteremo in Francia le nostre positive esperienze dei drugstore (la più famosa è quella della Stazione Termini a Roma n.d.r.) negozi aperti fulltime al servizio del cliente e la professionalità dei nostri dettaglianti, oltre ai «private label».