Conad: accuse ingiuste, noi siamo parte lesa

14/02/2005

    sabato 12 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 18

    L’INCHIESTA DI BARI

    La difesa: accuse ingiuste, noi siamo parte lesa
    EMILIO BONICELLI

    BOLOGNA • « Non c’è nessun crack di Conad. Continuiamo a operare sul mercato come sempre e nessuna delle nostre alleanze internazionali è in discussione » .

    Tocca al direttore generale, Francesco Pugliese, rimasto solo al vertice operativo del grande gruppo distributivo, dopo gli arresti domiciliari, su ordine della Procura di Bari, dell’amministratore delegato, Camillo De Bernardinis, e del direttore amministrativo, Mario Bosio, imbastire l’autodifesa di « una sana impresa italiana » .


    A Bologna, nella sede centrale del consorzio legato al mondo della cooperazione emiliana, si respira aria di assedio e si vogliono dissipare in ogni modo i fantasmi di un imminente terremoto ai vertici sull’onda dell’inchiesta avviata dal gip di Bari. Martedì prossimo ci sarà un consiglio di amministrazione. La figura di De Bernardinis « non è in discussione ». «Il nostro sostegno a lui e a Bosio è convinto» .

    Per il resto l’attività procede in modo « normale » . Si siglano nuovi contratti e tutti i pagamenti avvengono regolarmente. Se qualcuno ha dei dubbi « telefoni ai nostri fornitori » . « Vorremmo solo lavorare con un po’ di serenità » , dice Pugliese.

    Secondo Pugliese non si capisce perché l’ombra del dissesto, complici le enfatizzazioni dei mass media e le notizie uscite dal palazzo di giustizia di Bari ( « dove è finito il segreto istruttorio? » ) , abbia toccato ora un gruppo solido come Conad. « Sono fatti datati » . La messa in liquidazione della Cedi Puglia risale al 2002. La grande maggioranza dei 1.600 addetti rimasti senza occupazione hanno ritrovato un lavoro. Verso Cedi Puglia Conad figura addirittura come « la maggiore parte lesa » ( 17% del monte creditori) con crediti complessivi per circa 50 milioni di euro, di cui 28 in favore della controllata Leasinvest. Nei bilanci 2002, 2003 e 2004 le perdite previste sono state ammortizzate, come svalutazioni.
    I dati del bilancio 2004, in fase di chiusura, dicono poi che Conad è solida e che sta crescendo più dei competitori « perché abbiamo investito e stiamo investendo » . In una situazione di mercato difficile il giro di affari canalizzato attraverso il consorzio è cresciuto del 4,2%, a quota 3.600 milioni di euro. Nei circa 3mila punti vendita della rete si è realizzato un fatturato complessivo di 7.086 milioni di euro. L’utile netto di Conad sarà nel 2004 « in linea » con i 90 milioni realizzati nel 2003. Il patrimonio netto è di 750 milioni di euro.


    Sul terreno dell’inchiesta giudiziaria Pugliese, però, non vuole avventurarsi, anche se si capisce che lo farebbe volentieri per confutare molte di quelle che considera ingiuste accuse, perché « il nostro amministratore delegato ha operato in linea con ciò che la legge consente » .


    Un errore tuttavia fu fatto, ma in buona fede. « Quando entrammo in Cedi Puglia — conclude Pugliese — avevamo un rappresentazione sicuramente ingannevole e tale da indicare una situazione meno grave del reale » . Per il resto, come accaduto in altre situazioni di difficoltà di coop collegate, Conad è intervenuta, ma solo al fine di salvare la società pugliese. Purtroppo senza successo.