Con le assunzioni «vietate» il sommerso guadagna spazio

15/01/2002





Con le assunzioni «vietate» il sommerso guadagna spazio
Vera Viola
(NOSTRO SERVIZIO)

NAPOLI – Strade di Napoli in "nero", slogan urlati in molte lingue, un protesta forte, sentita ma composta. Il popolo degli immigrati in Campania ieri si è riunito sotto gli striscioni della manifestazione – indetta da Cgil, Sinistra giovanile, Assopace, Noglobal, Rifondazione comunista, associazione degli immigrati – per protestate contro il Governo e la legge Bossi-Fini. Si stimano circa 7mila persone scese in piazza per chiedere di poter diventare cittadini alla pari, con permesso di soggiorno e un contratto di lavoro. In una parola per essere riconosciuti "regolari". Perchè in Campania immigrazione vuol dire necessariamente clandestinità. Soprattutto dopo che l’anno scorso la quota di flusso assegnata alla regione è stata pari a zero. Da allora è bloccato il rilascio dei permessi e delle carte di soggiorno. «Abbiamo chiesto al Questore di Napoli e al Prefetto il rinnovo di 4mila permessi di soggiorno bloccati da molti mesi – spiega Jamal Qaddorah, responsabile della Cgil in Campania per i problemi dell’immigrazione -. E parliamo di uomini e donne già regolarizzati in passato, non di nuovi arrivi». Una situazione sociale che minaccia di esplodere se si pensa che anche le carte di soggiorno (a tempo indeterminato) quasi non vengono più concesse. «In questo caso – aggiunge Qaddorah – il meccanismo dei rilasci si è inceppato da quando viene richiesta una documentazione che attesta il reddito percepito continuativamente per cinque anni. Come fare, quando sette volte su dieci si tratta di lavoro irregolare?». Clandestinità e sommerso sono i veri problemi anche per gli imprenditori in Campania: molti vorrebbero mettersi in regola, ma non possono, altri vorrebbero assumere regolarmente ma non possono. «La vera emergenza è legata al sommerso – dice il presidente della piccola impresa della Campania, Luigi Javarone -. Che i dipendenti siano italiani o stranieri non importa, purchè siano in regola. Adesso abbiamo gli incentivi per l’emersione, ma se non possiamo assumere gli immigrati, siamo condannati a continuare nella clandestinità e a farci concorrenza sleale». Le richieste di assunzioni di immigrati presentate agli uffici del lavoro nell’ultimo anno sono molto numerose e sono rimaste tutte insoddisfatte. Si parla di 2.500 domande per altrettanti lavoratori da impiegare per lo più in agricoltura. L’offerta proviene dalla Piana del Sele e dall’Agro nocerino-sarnese, oppure proviene dalle città capoluogo soprattutto per le colf. «Insomma – conclude Iavarone – c’è l’offerta e c’è la domanda di lavoro, ma è impossibile farle incontrare nel rispetto delle regole». E il rappresentante della Cgil aggiunge: «Ci vorrebbero cinque anni per smaltire tutte le prenotazioni già fatte». La Regione Campania ha chiesto al Governo di rivedere la decisione sulla quota che le è stata assegnata alla fine del 2000, anche se non ha quantificato, dal momento che l’Esecutivo ha bloccato l’assegnazione di flussi in attesa della approvazione della nuova legge. In effetti a fronte di 65mila immigrati regolarizzati negli anni passati si stima che in Campania ci siano altri 15mila clandestini, in condizioni spesso di grave disagio. Basti pensare che a Napoli non ci sono ancora centri di accoglienza. Il primo verrà inaugurato a giorni.

Martedí 15 Gennaio 2002