Con la Finanziaria «bamboccioni» fuori casa

05/10/2007
    venerdì 5 ottobre 2007

      Pagina 14 – Economia & Lavoro

        Con la Finanziaria «bamboccioni» fuori casa

          Padoa-Schioppa: per il pubblico impiego troveremo le risorse. 400 milioni per il terzo settore

            di Bianca Di Giovanni/ Roma

            BAMBOCCI Tommaso Padoa-Schioppa parla ancora: stavolta davanti a senatori e deputati delle commissioni Bilancio aprendo il ciclo di audizioni sulla Finanziaria. Nel dibattito si lascia scappare un epiteto tutt’altro che «anglosassone». «Questa manovra aiuta i bamboccioni a uscire di casa», dichiara riferendosi agli aiuti fiscali per i ragazzi under 30 che vanno a vivere lontano dalla famiglia. Su quei «bamboccioni» subito scoppia una polemica che oscura quasi tutto: numeri, impegni politici, promesse fiscali e quant’altro. A dire tutta la verità, quello sui giovani non è l’unico aspetto «di colore» dell’audizione. In sala stampa parte un vero e proprio applauso (con tanto di «bravo!») quando il ministro replica a una lunga domanda di Mario Baldassarri: «Non ho capito quello che vuol dire. Ho difficoltà a parlare di cose che non capisco».

            Battute a parte, il ministro ha confermato l’impegno ad onorare il rinnovo dei contratti con gli statali. Padoa-Schioppa definisce «infondati» i timori dei lavoratori e parla di «drammatizzazione assolutamente ingiustificata», visto che il governo ha assicurato l’apertura della trattativa e soprattutto visto che si tratta di un rinnovo del biennio futuro. Immediata la replica dei sindacati, che chiedono fatti e non parole. Quanto ai numeri della manovra, il ministro ribadisce la «leggerezza» (appena 11 miliardi) della Finanziaria di quest’anno rispetto a quella dell’anno passato (35 miliardi). «Ma tutto è stato possibile proprio grazie a quella manovra di 12 mesi fa», ha detto. Soddisfazione, anche se «con un debito così non si può mai stare tranquilli». «Se noi italiani non avessimo azzerato l’avanzo primario – ha detto – oggi saremmo circa come il Belgio, che ha un debito all’80% del Pil». Padoa-Schioppa riconosce che sul fronte dei tagli di spesa si poteva fare di più e che quella dei risparmi di spesa resta l’unica strada percorribile «Lo spazio che può venire al miglioramento dei conti pubblici dal recupero dell’evasione è stato occupato quasi interamente- spiega – . Bisogna operare sulla spesa e su questo fronte non si è riusciti a fare abbastanza. Questo è un problema anche del parlamento non meno che dell’esecutivo». Insomma, la lotta all’evasione che ha portato tutte queste risorse non potrà più fornire un serbatoio così capiente. Dagli uffici delle entrate valutano che è stato recuperato in modo strutturale circa il 20% del monte evaso. Ma proseguire su questa strada a questo punto è più difficile: le armi sono state già tutte messe in atto. A chi gli chiede supposte divergenze con il viceministro Vincenzo Visco , Padoa-Schioppa replica secco: «Nessuna diversità di vedute. Lo conosco da 35 anni e l’abbiamo sempre pensata alla stessa maniera. Anche lui, come me, pensa che si debba proseguire sì con la lotta all’evasione ma che sia necessario ridurre la spesa pubblica». Il ministro smentisce anche l’idea che esistano dei metodi meno burocratici per controllare la fedeltà fiscale: «Non c’è paese al mondo che basi il fisco solo sui controlli incrociati. Neanche gli Stati Uniti». Sull’Ici il titolare dell’Economia è netto: è una manovra a saldo zero per i Comuni. Se poi loro vorrannno alzare le rendite, questa è una decisione del tutto scollegata dal taglio dell’Ici. Altro tema caldo: le rendite finanziarie. «meglio rinviarle con i mercati in questa condizione – dichiara – Tutti gli esperti consigliano questo».

            Intanto esplode il giallo sui finanziamenti al 5 per mille. Le associazioni del Terzo settore reclamano risorse, accusando il governo di aver finanziato solo il 2007 e non l’anno successivo. Al loro fianco si schierano i «teodem» dell’Ulivo. Ma in serata i tecnici del tesoro confermano lo stanziamento di 400 milioni per il 2008, annunciato tra l’altro anche dal ministro Paolo Ferrero. Nel frattempo la presidenza del Senato ha fatto la prima «scrematura» con le ammissibilità. Disco rosso all’uso del fondo di garanzia sui debiti contratti dai partiti politici per coprire i rimborsi. Escono 28,3 milioni di euro per l’efficienza energetica e l’impatto ambientale di taxi e motoscafi e delle autoambulanze.