Con la direttiva Ue regole più equilibrate

11/10/2004


            sabato 9 ottobre 2004

            sezione: NORME E TRIBUTI – pag: 26

            Con la direttiva Ue regole più equilibrate

            G.POG.

            ROMA • Il recepimento della direttiva comunitaria unificata sulle aggiudicazioni di lavori, forniture e servizi rappresenta un’occasione per affermare nel nostro Paese il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

            È questo il messaggio lanciato dal mondo imprenditoriale, per voce di Fise (Confindustria) e Legacoop, e da Cgil, Cisl e Uil, nel corso del convegno sugli appalti pubblici di servizi organizzato ieri al Cnel.

            Imprese e sindacati sottolineano come con il pronunciamento della Corte di giustizia europea di giovedì, che ha bocciato quale unico criterio per l’aggiudicazione degli appalti di lavori, quello del massimo ribasso previsto dalla legge Merloni (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri), venga rafforzata l’affermazione di quei meccanismi di assegnazione che garantiscono un corretto rapporto tra la qualità e il prezzo.

            E proprio in ambito comunitario, in sede di dialogo sociale europeo, con il sostegno della commissione Ue, sono state elaborate le linee guida per scegliere l’offerta economicamente più vantaggiosa: «Le gare al massimo ribasso — ha sostenuto il direttore generale di Fise, Francesco Tiriolo — hanno effetti negativi sulla qualità del servizio, sulla concorrenza e sui livelli salariali. Nel settore delle pulizie, dove il costo del lavoro pesa per il 75% sul fatturato, il criterio del ribasso sul prezzo a base d’asta favorisce fenomeni distorsivi, penalizzando l’imprenditoria sana che rispetta gli obblighi contrattuali».

            Nonostante le indicazioni che arrivano dalla Ue, aziende e sindacati temono che il tetto alla spesa previsto dalla Finanziaria possa spingere a un più ampio ricorso al criterio del massimo ribasso nelle aggiudicazioni degli appalti promossi dalle amministrazioni locali. Ma l’assessore alle politiche economiche del Comune di Roma, Marco Causi, ha escluso questa possibilità: «Il massimo ribasso non necessariamente produce un maggiore risparmio — ha spiegato — anzi l’adozione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ritengo sia più conveniente, perché fa crescere la qualità delle prestazioni e la produttività. Non a caso a Roma abbiamo scelto questo criterio per aggiudicare l’appalto delle pulizie di scuole ed edifici comunali».

            Le aziende del comparto dei servizi denunciano anche la mancanza di un interlocutore istituzionale, che abbia compiti di vigilanza sul settore: «Il recepimento della direttiva unificata può essere l’occasione per creare un’Authority di settore, sul modello dell’Autorità sui lavori pubblici», è l’auspicio del presidente di Ancst-Legacoop, Franco Tumino. E sottolineano come l’attuale frammentazione del mercato, insieme agli affidamenti di breve durata, rappresentino un ostacolo alla crescita strutturale del settore.