«Con il dialogo rafforzeremo la ripresa»

22/06/2004

      martedì 22 giugno 2004

      Montezemolo: assieme alle confederazioni lanceremo proposte all’esecutivo

      «Con il dialogo rafforzeremo la ripresa»

      MILANO – Un invito al sindacato: «Penso che possiamo cercare una posizione comune sui problemi dell’economia da sottoporre insieme» a Palazzo Chigi. Un messaggio al governo: «Non intendo dettare io obiettivi e condizioni. Intendo però far sentire la mia voce e dare il nostro contributo». È qui, in Assolombarda, che Luca Cordero di Montezemolo conquistò definitivamente la leadership degli imprenditori. È da qui, da Assolombarda, che stringe sull’agenda delle cose da fare, «e in primo luogo al nostro interno», per dare «alle nostre azioni contenuti in linea con le aspettative create». E in linea, soprattutto, con quel «progetto per il Paese» su cui il presidente di Confindustria ha compattato istituzioni e forze sociali. Intercettando, certo, «una voglia diffusa nel Paese: porre fine alle mille divisioni». Ma avviando poi, da lì, «un nuovo ciclo di speranze nell’economia, nella convinzione ancor più diffusa che solo il dialogo possa rafforzare lo scenario-ripresa».

      Resta questa la parola chiave: dialogo. Montezemolo ci crede. Ha insistito. Insisterà. Non ha però intenzione di finire in mezzo a strumentalizzazioni. Da qualunque parte provengano. Politica o sindacale.

      Così, per esempio, rinnova l’appello a Cgil, Cisl, Uil: «Possiamo cercare e poi avanzare insieme delle ipotesi condivise di "inflazione obiettivo" da discutere con il governo. Possiamo cercare di semplificare i contratti di lavoro. Possiamo investire nella formazione». E sì, riconosce: «A parlare, con il sindacato, abbiamo ricominciato e abbiamo individuato alcuni terreni di discussione e un’agenda per lo sviluppo». Dunque: «Sono contento dell’inizio». Solo che «non basta». Perché «vedo risorgere vecchi modi di contrattare e desideri di rivalsa che non ci portano lontano. Sono riprese le punzecchiature». Per essere del tutto chiari: «Non gradisco i messaggi in codice che mi arrivano attraverso interviste o battute. Non mi interessa sapere se dobbiamo fare concertazione o dialogo sociale o contrattazione o come altro la vogliamo chiamare». Lo scopo di Confindustria, ribadisce Montezemolo, è uno solo: «Riavviare la ricerca di intese che consentano a noi, ai lavoratori, al governo e a tutto il Paese il recupero di competitività industriale e il conseguimento di obiettivi condivisi».


      Su questo e non su altro, ribadisce, viale dell’Astronomia chiama al dialogo e al confronto. Sul «progetto Paese». Senza polemiche o strumentali distinguo. Che vengano da quelle che, in altra occasione, Montezemolo ha definito le «frange estreme del sindacato». O dalla stessa politica. I tentativi di iscrivere Confindustria a sinistra o a destra non sono mancati. Montezemolo li respinge di nuovo e, di nuovo, chiarisce: «Tutta la nostra azione vuole essere un contributo alle istituzioni». Dunque sì, è persino ovvio: «In primo luogo al governo». Ma: «Qualunque esso sia». E «qualunque esso sia», aggiunge, «dichiaro la completa disponibilità di Confindustria a collaborare, perché penso non sia giusto avere una funzione di pura rivendicazione: non voglio che la nostra organizzazione rappresenti una difficoltà in più per chi governa, voglio che sia un supporto per il perseguimento di obiettivi generali». Detto ciò, «non si può non pensare che le imprese non siano preoccupate dal disavanzo pubblico, dal peso del fisco, dalla stagnazione degli investimenti, dalle liberalizzazioni da fare nell’energia o nei trasporti. La nostra voce, qui, intendo farla sentire. E non significherà invadere il campo della politica».

      Raffaella Polato
      /Economia