Con Corte Inglés Italia più «spagnola»

12/09/2005
    domenica 11 settembre 2005

    FINANZA E MERCATI – pagina 23

      LA STORIA

        Con Corte Inglés Italia più «spagnola»

        Il colosso della grande distribuzione prepara lo sbarco a Roma sull’onda del successo dei marchi iberici giunti nel Bel Paese

          MICHELA CORICELLI

            Dopo il Portogallo, l’Italia. El Corte Inglés, il gigante spagnolo della distribuzione, si prepara per sbarcare a Roma. Per quasi settant’anni la catena commerciale — quasi un simbolo in Spagna — si è concentrata esclusivamente sul mercato domestico. Il primo "salto" all’estero è avvenuto solo nel 2001, con l’apertura di un centro a Lisbona. Ora la società presieduta da Isidoro Alvarez ha deciso di cambiare direzione e lanciarsi anche verso l’espansione internazionale. La crescita all’estero e la diversificazione — accanto alla " copertura totale" del mercato nazionale — sono le priorità di una compagnia che cerca di modernizzarsi di fronte alla concorrenza crescente di società come Inditex (il gruppo della catena Zara).

            Sull’ingresso in Italia si sono moltiplicate le indiscrezioni. Il Corte Inglés — leader della distribuzione iberica, quinto gruppo spagnolo per fatturato— è attratto da Roma innanzitutto per una ragione: nella capitale italiana le grandi superfici sono concentrate in periferia, a circa 15 chilometri dal centro. Al contrario, in Spagna la catena di grandi magazzini ha sviluppato una fittissima rete di punti vendita nei centri urbani e nei nuovi quartieri residenziali. Il principio del Corte Inglés è semplice: il cliente deve trovarvi tutto (o quasi). Dal supermercato alimentare all’abbigliamento (con numerosi negozi interni), dagli elettrodomestici ai libri, passando per auto, viaggi, informatica e immobiliare. Pochi i settori completamente assenti da questi mega centri. Con un modello molto simile alle Galeries Lafayette, il Corte Inglés in sette decenni ha costruito un impero del consumo. Senza orari: i suoi centri restano aperti fino alle 22. Gli usi e i costumi degli spagnoli — in un Paese in cui l’economia è retta soprattutto dalla domanda interna — hanno giovato alla crescita.

            In Italia, secondo il quotidiano «La Vanguardia» , l’investimento iniziale del Corte Inglés sarebbe di circa 200 milioni di euro. Una delle chiavi della futura apertura romana sarà il luogo dove sorgerà il grande magazzino. Alla fine dello scorso maggio alcuni responsabili della catena spagnola si incontrarono con i rappresentanti del municipio romano per individuare uno spazio adatto. Inizialmente furono prese in considerazione due ipotesi: il centro o una posizione più periferica. Ma ormai sembra sempre più probabile la prima opzione: il Corte Inglés sarebbe interessato a via Veneto.

            Quanto ai tempi — anche se non ci sono date ufficiali — si parla di un periodo che oscillerebbe fra due e quattro anni.

            Sempre secondo «La Vanguardia» , per il suo futuro progetto italiano il Corte Inglés potrebbe contare con un nome di spicco delle relazioni commerciali fra Italia e Spagna: Luigi Michetti, ex presidente di Fiat Iberica e della Camera di commercio italiana a Madrid.

            La decisione di puntare su Roma coincide con un momento particolare per la catena: la virata verso l’estero. Uno degli obiettivi prioritari del gruppo a medio e breve termine — ha confermato Isidoro Alvarez— è «la proiezione internazionale» della società, «in accordo con le possibilità di affari che si presentano e con il formato che in ogni occasione risulta più conveniente» . Oltre all’Italia, in testa alla classifica dei Paesi target resta il Portogallo: un mercato dove il concetto di centro commerciale è molto radicato.

            Nel 2006 il Corte Inglés aprirà il secondo centro dopo quello di Lisbona: questa volta la catena punta al nord, con un enorme magazzino di 40mila metri quadrati a Vila Nova de Gaia, una località separata da Oporto soltanto dal fiume Duero e collegata alla seconda città portoghese attraverso dei ponti. L’espansione non si ferma qui: nel Paese lusitano il Corte Inglés ha già introdotto il Supercor. Quest’ultimo marchio — insieme a Hipercor e Opencor— rappresenta un’altra faccia del gruppo: quella dei supermercati interni alle stazioni di rifornimento, degli iper e dei negozi di alimentari aperti fino a notte. Quanto alla diversificazione, l’ultima novità della compagnia sarà una catena dedicata al bricolage: in questo campo il Corte Inglés è pronto a sfidare Leroy Merlin.

            Nell’ultimo anno il gruppo ha ottenuto un utile netto di 611,46 milioni di euro: "solo" un 6,15% in più rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato continua a crescere un 7%, superando i 15 miliardi di euro. Nonostante tutto, il modello della catena di negozi più famosa della Spagna non è esente dai colpi della concorrenza.

            Il colosso Inditex continua a crescere: nell’ultimo anno, per la prima volta ha superato il Corte Inglés negli utili. Un risultato " storico", considerando che fra le due compagnie ci sono quasi 30 anni di differenza. La società di Amancio Ortega nel 2004 ha registrato un profitto di 628 milioni di euro (+ 41%), mentre nel primo trimestre di quest’anno l’incremento dell’utile era del 21 per cento.

            Nella sua continua espansione internazionale, anche Inditex ha puntato il timone verso l’Italia, dove oggi conta già 49 punti vendita. In particolare si tratta di negozi Zara, il marchio leader del gruppo, ma cominciano a spuntare anche Massimo Dutti, Pull and Bear, Oysho, Zara Home e Bershka. Accanto a Inditex, anche un’altra catena di abbigliamento ha scelto di crescere nel paese vicino: Mango — la seconda compagnia spagnola nell’export della moda femminile — ha 11 punti vendita in Italia. Ma se Inditex e Mango si dedicano esclusivamente all’abbigliamento fast fashion, l’ambizione del Corte Inglés è esportare in Italia il modello dei grandi magazzini spagnoli. Una sfida.