«Con Coop Estense ci sono le condizioni per trattare»

03/07/2002



3 luglio 2002



MODENA

«Con Coop Estense ci sono le condizioni per trattare»
 
Trattativa che potremmo definire in ‘stand by’ quella sul contratto integrativo aziendale di Coop Estense, scaduto come ormai molti sanno alla fine del dicembre 1999.
L’incontro che nei giorni scorsi era stato programmato a Roma per oggi e domani tra sindacati e direzione aziendale non si farà nella data prevista. Dopo lo sciopero di sabato scorso Coop Estense, Cisl, Uil e soprattutto Cgil stanno ragionando al loro interno per decidere come proseguire la vertenza.
A quanto è dato sapere, visto che a parole tutti i soggetti interessati hanno dato la loro disponibilità a sedersi di nuovo al tavolo delle trattative, si sta ora studiando quando, come e in quanti lo faranno, visto che non è escluso che anche Filcams-Cgil, unica delle tre organizzazioni di categoria che ha proclamato l’astensione dal lavoro del 29 giugno scorso, possa di nuovo tornare a discutere con i colleghi e la Coop.
«Siamo pronti a sederci al tavolo anche subito se l’azienda modificherà le sue proposte» avevano fatto sapere nei giorni scorsi dalla Camera del Lavoro e ancora nelle ore successive allo sciopero effettuato quattro giorni fa nei supermercati.
E se Cisl ha già dato l’assenso a ‘riaprire il tavolo’ su questa vertenza ha detto la sua anche Giorgio Santini, componente proprio della segreteria nazionale della Cisl, ieri a Modena per il consiglio generale del sindacato di Palazzo Europa e per illustrare le ultime novità sul confronto tra governo e parti sociali in materia di fisco e lavoro.
«Fisascat-Cisl con senso di responsabilità – spiega Santini – ha deciso di andare fino in fondo ‘a vedere’ visto che ci sembrava ci fossero le condizioni per il negoziato. Ci rammarica che qualcuno si sia sottratto al confronto, una scelta certamente legittima ma che per noi in questo caso era sbagliata. Il sindacato che si condanna all’immobilismo e che demonizza è per noi quello perdente, non chi tiene le porte aperte e si fa carico delle sue responsabilità».


g.m.