Con Camusso la Cgil più vicina ai precari

28/06/2010

Oggi a Roma Genovesi presenterà il Patto che dovrà tutelare i call center in «outsourcing»
La Cgil di Susanna Camusso si impegnerà di più sul fronte dei precari. Lo ha detto, nell’intervista pubblicata venerdì dal Corriere , la stessa vicesegretaria che, a ottobre, prenderà il posto di Guglielmo Epifani . Vale la pena quindi tener d’occhio oggi a Roma l’assemblea nazionale dei quadri e dei delegati dei call center in outsorcing , promossa dalla Slc-Cgil. Buona parte dei 90 mila addetti del settore sono stati stabilizzati con contratti a tempo indeterminato, ma la crisi ha colpito duro e quindi di fatto la precarietà del posto di lavoro domina. La Slc, con la relazione del segretario nazionale Alessandro Genovesi, avanzerà la proposta di un Patto per ridare una prospettiva a un comparto dove ci sono almeno 15 mila posti di lavoro a rischio. Al governo verranno chiesti sgravi fiscali per 30 milioni in due anni e un piano straordinario di ispezioni contro le aziende che non rispettano leggi e contratti. Ai committenti di non presentarsi alle gare d’appalto con offerte che scendano sotto il minimo di retribuzione previsto dal contratto nazionale delle telecomunicazioni ( 16 euro l’ora più un euro per la sicurezza) e di impegnarsi a salvaguardare l’occupazione, come condizione per accedere alle agevolazioni fiscali.
In cambio, dice Genovesi, «noi offriremo la disponibilità a flessibilità aggiuntive, in particolare sui turni di lavoro, per andare incontro alle richieste delle aziende » . All’assemblea interverranno, oltre al segretario generale della stessa Slc, Emilio Miceli , i leader della Fistel-Cisl, VitoVitale , e della Uilcom, Bruno di Cola, e il presidente di Assocontact, Sergio Abramo . Concluderà, il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari. Manca un rappresentante del governo, ma la Cgil è convinta che se il Patto dei call center avrà il consenso di tutti i sindacati e dell’associazione delle imprese, l’esecutivo non potrà tirarsi indietro. «Chiediamo solo 30 milioni in due anni, offriamo più flessibilità e puntiamo a salvare l’occupazione — dice Genovesi —. Se ci riusciamo, salveremo 15 mila posti di lavoro e riporteremo alcune attività che ora sono all’estero in Italia. Insomma, una cosa più importante di quella che a Pomigliano ancora non sono riusciti a fare con la Fiat».
La Slc più brava della Fiom? Le situazioni non sono confrontabili, ma certamente l’approccio di quasi tutte le categorie della Cgil è più dialogante di quello dei metalmeccanici. Sarà un caso, ma solo la Funzione pubblica è uscita allo scoperto a sostegno della Fiom nella vertenza con la Fiat, con un comunicato della segreteria nazionale. Segno che, dopo l’uscita di Carlo Podda dal vertice della Fp (sostituito da Rossana Dettori) e di Gianni Rinaldini da quello della Fiom (al suo posto Maurizio Landini ), anche se non c’è più la «strana alleanza» in funzione anti Epifani, resta però uno speciale rapporto e una vicinanza di posizioni tra Fiom e Fp. Per capire che strada prenderà la Fiom di Landini sarà fondamentale l’assemblea dei delegati Fiat che si terrà giovedì, proprio a Pomigliano.