Competitività, trattativa al palo

14/01/2005

    venerdì 14 gennaio 2005

      Pagina 7 – Economia

        Il governo ha presentato le linee di intervento alle parti sociali. Montezemolo: bisogna fare in fretta
        Competitività, trattativa al palo
        Il sindacato: "E´ solo cosmesi"

          ROBERTO MANIA
          ROMA – Sulla competitività il governo prova a far ripartire il dialogo sociale con l´intento di ricucire lo strappo consumato con Confindustria e sindacati sulla Finanziaria. Il percorso però resta tutto in salita perché non sono ancora chiare né le risorse che potranno essere messe in campo, né le misure che saranno approvate con più provvedimenti, tra i quali, forse, anche un decreto legge. Ma anche perché permane un forte scetticismo da parte degli industriali e di Cgil, Cisl e Uil. «Temo una operazione di cosmesi e di immagine di un governo senza un´idea e una proposta», ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, al termine dell´incontro di ieri a Palazzo Chigi. Riunione affollatissima tanto da obbligare più di un ministro a restare in piedi per mancanza di posti a sedere. Nemmeno il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha nascosto le sue critiche al governo per il metodo adottato fino ad ora e per i ritardi accumulati: «Chi è contro il dialogo a tre – ha detto – è contro il futuro del Paese».

          Il caso-Marzano è stato archiviato. Il ministro delle Attività Produttive che il giorno prima non aveva partecipato per protesta alla riunione di governo, lavorerà insieme al collega dell´Economia, Domenico Siniscalco, nella preparazione dei provvedimenti. L´ha annunciato il premier Silvio Berlusconi che ha fatto sedere Marzano al suo fianco dopo un colloquio chiarificatore in mattinata. Ma il ministro non ha pronunciato nemmeno una parola durante la riunione. E sul caso è intervenuto il segretario dei Ds, Piero Fassino, chiedono a Marzano di dimettersi.

          Entro quindici giorni l´esecutivo intende presentare alle parti una proposta organica per rilanciare la competitività. Poi – ha garantito Berlusconi – ci sarà una corsia preferenziale in Parlamento per l´approvazione dei relativi provvedimenti. Siniscalco, che ha ricordato i «vincoli di bilancio», ha chiesto a sindacati e imprenditori di presentare i propri suggerimenti. Ieri si è limitato ad indicare i settori di intervento: semplificazione e informatizzazione delle pubblica amministrazione; fiscalità di vantaggio; grandi progetti strategici; un fondo rotativo per le imprese e uno per le aree depresse. Le quattro aree comprendono a loro volta sette capitoli che vanno dalla ricerca e innovazione, ad un maggiore impulso alle liberalizzazioni. Caselle da riempire con l´apporto delle parti sociali anche se in realtà le caselle piene Berlusconi le ha fugacemente mostrate rinviando però tutto al prossimo appuntamento.

            Nel chiudere la riunione il sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, ha detto di aver notato «convergenze» sulle posizioni del governo. Ma la delusione per la Finanziaria che ha concentrato le risorse su un discutibile taglio delle tasse pesa sull´atteggiamento di Montezemolo e dei leader sindacali. Perché è difficile che in poco tempo si possa recuperare quello che non è stato fatto dall´inizio della legislatura, proprio ora che la crisi industriale sta precipitando: sono almeno 100 le aziende sull´orlo della chiusura e quasi 200 mila i lavoratori coinvolti mentre – ha lanciato l´allarme il segretario della Cisl, Savino Pezzotta – si stanno esaurendo i fondi per la cassa integrazione. «Servono interventi strutturali, profondi e veloci. Ci vuole un segnale forte», ha ammonito Montezemolo che ha illustrato un pacchetto di misure possibili. Delle quali diverse non hanno costo. Si pensi, ad esempio, alla riforma della legge sui fallimenti (anche l´Abi chiede che sia inserita tra le priorità) che potrebbe concorrere a rendere meno complicata la vita delle aziende.