Competitività, lavori in corso

10/02/2005

    giovedì 10 febbraio 2005
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    Competitività, lavori in corso

    Giampiero Di Santo

      Si intensificano i lavori intorno al provvedimento per il rilancio della competitività del sistema produttivo. Ieri i principali partiti della maggioranza di centro-destra hanno proseguito la messa a punto delle loro proposte e oggi il governo dovrebbe essere in grado di predisporre il testo di base dell’annunciato decreto legge (si veda anche intervista al ministro Mario Baccini a pag. 5). Poi potrà cominciare la discussione sulle cose da fare subito e su quelle da inserire in disegni di legge, in vista del nuovo incontro con le parti sociali che potrebbe essere convocato per la prossima settimana. La partita, insomma, è ancora tutta da giocare, perché le idee sono molte (forse troppe), ma le risorse scarseggiano.

        Al punto che ormai sembra probabile la presentazione di un decreto concentrato sulla semplificazione amministrativa, sul regolamento di riordino degli incentivi alle imprese, sugli sgravi per i nuovi assunti nel Mezzogiorno e sui crediti di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo. Nel provvedimento non dovrebbero essere inseriti gli incentivi per l’acquisto di auto meno inquinanti e potrebbero invece trovare posto novità per favorire il reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione. Un insieme di interventi che almeno avrà il pregio di tracciare una netta linea di demarcazione tra le cose da fare subito e quelle che invece richiederanno un percorso più meditato.

          L’orientamento che sembra prevalere, come ha chiarito Riccardo Pedrizzi, presidente della commissione finanze del senato, al termine della riunione della consulta economica di Alleanza nazionale, è quello di fare subito gli interventi meno controversi, come il riordino degli incentivi.

            ´Il provvedimento deve chiarire il passaggio dal meccanismo di agevolazioni in conto capitale a quello affidato ai prestiti agevolati, definendo la quota dell’aiuto, le modalità di funzionamento del Fondo di rotazione, il criterio dei rimborsi dei prestiti’, ha spiegato. Pedrizzi ha aggiunto che i risparmi ottenuti con il nuovo sistema dovranno essere totalmente destinati agli investimenti nel Sud. E ha spiegato che per dare slancio all’occupazione nel Mezzogiorno serviranno 330 milioni di euro all’anno per finanziare la decontribuzione totale per i nuovi assunti.

            Bisognerà anche introdurre un credito di imposta pari al 10% della spesa sostenuta per investimenti in ricerca e innovazione, bloccare l’addizionale regionale Irap e la revisione della determinazione della rendita catastale ai fini Ici per gli immobili delle imprese. Un programma vasto e che dovrebbe costare sicuramente molto.

              Così come sarà costoso il pacchetto di misure urgenti predisposto dal ministero del welfare, che punta sugli incentivi per favorire il ricollocamento di lavoratori in cassa integrazione e mobilità, sulle agevolazioni per chi accetta un lavoro in un’area differente da quella di residenza e su alcune novità per agevolare l’emersione dal lavoro nero.

              Nel testo potrebbero trovare posto interventi per detassare il lavoro straordinario e per consentire al lavoratore in cassa integrazione di cumulare lavoro e indennità entro il limite del reddito precedente alla perdita del vecchio posto di lavoro. Le idee, tra cui i provvedimenti per favorire l’internazionalizzazione, scoraggiare la delocalizzazione produttiva e tutelare il made in Italy dalla contraffazione, sono davvero tante. Al punto che ormai le associazioni di imprese e i sindacati non nascondono il loro scetticismo sulla possibilità di arrivare a una soluzione in tempi brevi. ´Nel settembre del 2004 ci avevano promesso misure urgenti, ma siamo quasi a metà febbraio e ancora non si vede nulla’, ha ironizzato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta.

                Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha attaccato il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che ´ci aveva promesso tre mesi fa un intervento sulla competitività, che ancora aspettiamo’. ´Il decreto è un’araba fenice, che nessuno ha ancora visto’, ha dichiarato il vicepresidente di Confindustria, Sandro Salmoiraghi. ´Ci è stato promesso entro febbraio, gli imprenditori aspettano questo parto difficile. Vedremo se sarà cesareo o pilotato’. (riproduzione riservata)