Competitività, corsa contro il tempo

04/05/2005
    mercoledì 4 maggio 2005

      Oggi la fiducia al senato sul maxi-emendamento.
      Per Standard and Poor’s necessaria una manovra.
      Competitività, corsa contro il tempo
      Bocciatura da sindacati e Confindustria. Sinistra all’attacco

      di Giampiero Di Santo
      e Roberto Miliacca

        Corsa contro il tempo per l’approvazione del decreto legge sulla competitività. Il governo ha comunicato al senato che oggi porrà la fiducia sul maxi-emendamento, depositato ieri, che riscrive quasi completamente il provvedimento d’urgenza. Una mossa che il ministro dei rapporti con il parlamento, Carlo Giovanardi, ha giustificato con l’esigenza di fare, ma che i partiti dell’opposizione, Confindustria e i sindacati hanno bocciato come l’ennesimo tentativo del governo di bloccare la discussione su tematiche di carattere economico. E comunque come provvedimento inefficace per rilanciare l’economia. Già oggi i senatori votano il testo del maxi-emendamento che contiene, oltre a una serie di correzioni al cosiddetto ´Piano d’azione per lo sviluppo’ volute dall’esecutivo (si vedano le anticipazioni su ItaliaOggi di ieri), anche le modifiche che erano state approvate in questi giorni dalla commissione bilancio del senato.

        Fra queste, le nuove regole sulla bancarotta, con l’equiparazione a sei anni di detenzione sia per le fattispecie di bancarotta propria commessa dall’imprenditore, sia per quelle di bancarotta impropria, cioè commesse dagli amministratori, o come le nuove deduzioni Irap per agevolare le assunzioni nel Mezzogiorno e nelle aree svantaggiate del Centro-nord, ma anche le modifiche in materia di fallimenti (come lo stop alle transazioni fiscali nei casi di insolvenza o assoggettamento a procedure fiscali di società), o l’istituzione di un Alto commissario per la difesa del made in Italy dalla contraffazione.

        Superato lo scoglio del 15 maggio e approvata la Finanziaria 2006, sarà poi un altro provvedimento già annunciato dal ministro dell’economia, Domenico Siniscalco, a tentare di restituire all’economia italiana la competitività perduta. Secondo Standard and Poor’s, che prevede fino al 2007 rapporti tra deficit e pil superiori al 3% e ritiene necessaria una manovra correttiva nel corso del 2005 per evitare che il disavanzo raggiunga il 4% del prodotto lordo, da ´almeno un decennio la competitività internazionale delle imprese italiane è andata diminuendo’.

        Un giudizio negativo accompagnato dalla constatazione che il debito pubblico è sceso in rapporto al pil in misura di gran lunga inferiore rispetto a quella registrata in alti paesi dell’Unione europea e dalla previsione che resterà al di sopra del 100% ´nel medio termine’. Le previsioni dell’agenzia di rating hanno scatenato nuove polemiche sul decreto, ritenuto inadeguato da Cgil, Cisl e Uil. Mentre la Confindustria ha riproposto l’aumento delle agevolazioni fiscali per le concentrazioni tra imprese, la cancellazione dell’aumento delle accise su alcolici e birra, la trasformazione dell’Enit in agenzia sotto la forma di ente pubblico economico. Gli industriali hanno anche espresso un parere negativo ´sulla creazione del ministero per lo sviluppo e la coesione territoriale’.

        Anche il centrosinistra ha attaccato il provvedimento, in particolare la riduzione delle pene previste nel caso di bancarotta fraudolenta.
        Il responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani, ha parlato di ´colpo alla credibilità del paese’ e ha definito gli interventi ´acqua fresca rispetto ai problemi che abbiamo’. Un’impostazione condivisa dal suo collega della Margherita, Enrico Letta, secondo il quale ´il dl nato per dare slancio all’economia ora rischia di affossarla’, perché il governo ´fa tentativi per rendere più facili reati come quello di bancarotta’. Un tentativo negato dal sottosegretario del ministero dell’economia, Michele Vietti, che ha invitato a ´leggere le norme prima di fare brutte figure’. Ma la battaglia del centro-sinistra contro quella che il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, ha definito una sanatoria per i bancarottieri, ha ricevuto indiretto sostegno dall’Associazione nazionale magistrati, che ha chiesto lo stralcio dal ddl di conversione in legge ´di tutte le norme in materia di giustizia’ e un incontro con i gruppi parlamentari per ´meglio esporre le sue perplessità sulle norme in questione’. Soddisfatto invece il ministro della funzione pubblica, Mario Baccini, che ha ricordato l’importanza dell’introduzione della Dichiarazione di inizio attività per avviare un’attività di impresa e della regola del silenzio-assenso con l’eccezione degli atti della pubblica amministrazione che riguardano il patrimonio culturale e paesaggistico.