“Competitività 2″ Pezzotta: governo distante dai veri problemi del paese

25/02/2005

    venerdì 25 febbraio 2005

    intervista

      IL LEADER DELLA CISL VEDE UN’INTESA LONTANA

        Pezzotta: governo distante
        dai veri problemi del paese
        «Per ora nessuna proposta concreta ma solo titoli e intenzioni
        Noi siamo più realisti e ho capito che ci sono sensibilità diverse»

        Roberto Ippolito

          ROMA
          CE l’ha con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi? «Non mi interessa proprio fare polemiche. Cosa devo dire?»: lasciando Palazzo Chigi, il segretario della Cisl Savino Pezzotta, non vorrebbe parlare dello scambio di battute con il premier durante l’incontro fra il governo e le parti sociali. Però quello scambio di battute ha lasciato il segno.

            Pezzotta, lei si è detto poco ottimista visti i tanti cassintegrati che incontra. E Berlusconi l’ha invitata a cambiare frequentazioni. Non ha nulla da aggiungere al presidente del consiglio?

              «Le ripeto: non ho nulla da dire a Berlusconi. Evidentemente lui e io abbiamo due sensibilità diverse. C’è tanta gente che rischia il posto o che ha problemi con il lavoro. Per un sindacalista questi problemi sono la priorità. Dietro le persone che hanno difficoltà ci sono le famiglie, ci sono le aspettative di vita, c’è tutto un mondo. Io di questo mi devo occupare: questo è il mio lavoro. Il mio lavoro e la mia passione».

                Sta sostenendo che il premier non ha la stessa sensibilità per chi ha in difficoltà?

                  «Non ritorno su quelle battute. Io voglio rappresentare chi è in difficoltà, chi è in una situazione a rischio. A me interessano le questioni reali, non le polemiche».

                    Però sta implicitamente affermando che che il governo non ha la stessa consapevolezza dei problemi: è così?

                      «Il governo non ha la stessa visione pesante che abbiamo noi. Noi siamo più realisti: viviamo ogni giorno con le preoccupazioni della gente per la situazione economica. Per questo ci attendiamo interventi di slancio e di svolta».

                        E dopo l’incontro con il governo sulle misure in cantiere per favorire la competitività vede delinearsi gli interventi necessari?

                          «Non sono in grado di rispondere. Dispongo solo di titoli: ci sono stati dati i titoli dei capitoli delle misure previste, ma queste concretamente non sono note. L’insistenza del sindacato ha comunque obbligato il governo a prendere atto che ci sono i problemi, mentre secondo qualcuno il sindacato non contava nulla».

                            Prendendo atto dei problemi, il governo ha dato le risposte che aspettavate?

                              «Non so se le risposte del governo corrispondono a quello che chiediamo e che serve».

                                Il governo non ha indicato nel corso dell’incontro i suoi orientamenti?

                                  Non sappiamo ancora quali sono, quali saranno le risposte. Il governo ha presentato, come dicevo, i titoli. Ha presentato solo una trama. Adesso dobbiamo capire se gli interventi saranno veramente adeguati per affrontare le situazioni di emergenza. Come si finanzia la cassa integrazione? Quali saranno gli ammortizzatori sociali? Per gli ammortizzatori sociali la Cisl rivendica la piena attuazione del patto per l’Italia che ha firmato e che prevede la loro riforma».

                                    Non c’è qualcosa in più dei titoli nelle scelte preannunciate dal governo?

                                      «Le questioni aperte sono tante. Le risorse da destinare all’aumento della competitività sono aggiuntive o si tratta dello spostamento di voci della legge finanziaria? Per la ricerca, per esempio, servono risorse aggiuntive. Tutto questo deve essere chiarito».

                                        Le risposte attese dunque non sono proprio arrivate?

                                          «No. No. Abbiamo avuto solo un’illustrazione di carattere generale. Prendiamo il capitolo della semplificazione burocratica: nulla in contrario, ma bisogna capire gli effetti sulla pubblica amministrazione, la sicurezza per i cittadini, le conseguenze sul pubblico impiego. C’è l’ipotesi di privatizzazione delle Poste: siamo contrari a privatizzazioni concepite solo per coprire buchi di cassa. La Cisl non sarà mai più disponibile a privatizzazioni che non contemplino elementi di democrazia economica».

                                            Impossibile quindi dare un giudizio sull’incontro con il governo?

                                              «L’incontro è stato interlocutorio. Non era possibile pretendere da noi un sì o un no, prendere o lasciare. Abbiamo chiesto di aprire un confronto vero. E da lunedì comincerà la discussione. Alla fine del percorso valuteremo se le soluzioni indicate dal governo sono coerenti con le esigenze evidenziate dai sindacati con la Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali».

                                                Non c’è il pericolo di allungare i tempi del varo delle misure?

                                                  «Non sono preoccupato per i tempi: vorrei i risultati. L’urgenza c’è, ma meglio un giorno in più per fare cose utili che agire in fretta tanto per fare qualcosa».