“Competitività (2)” Le misure

13/05/2005
    venerdì 13 maggio 2005

    IN PRIMO PIANO – pagina 4

      Il decreto sviluppo è legge
      Le misure per la competitività

        OCCUPAZIONE
        Sconto pesante al Sud

          AN. CR
          .
          Deduzione Irap a maglie larghe per le assunzioni nelle zone svantaggiate del Paese. È quanto prevede il Dl competitività così come viene " licenziato" dal Parlamento.
          La norma approvata, se prevede un inasprimento delle condizioni che le imprese devono rispettare per poter fruire della deduzione Irap per le assunzioni, prevede anche un notevole incremento del beneficio per le assunzioni effettuate nelle aree sottoutilizzate del Paese. Per queste è infatti previsto un meccanismo di moltiplicazione della misura di base. L’incremento è pari a cinque volte la misura base per le regioni del Sud e a tre volte per le altre zone sottoutilizzate del Paese. Secondo un Odg accolto dal Governo ( si veda « Il Sole 24 Ore » di ieri) il bonus non sarà limitato dalle spese sostenute per l’incremento occupazionale.
          Il decreto legge prevede, poi, un incentivo, sotto forma di credito d’imposta, alla concentrazione delle piccole imprese.
          Per usufruire del credito occorre inoltrare un’istanza in via telematica al Centro operativo di Pescara delle Entrate.
          L’Agenzia, entro 30 giorni, dovrà comunicare il riconoscimento o il diniego del bonus ( per carenza dei requisiti o per esaurimento dei fondi stanziati). Il beneficio potrà essere utilizzato solo in compensazione. Inoltre, non è rimborsabile e non concorre alla formazione della base imponibile Irap e delle imposte sui redditi.

            INCENTIVI
            Aiuti in conto capitale

              M. LIB.

                Al via la riforma del sistema degli incentivi alle imprese. Nei nuovi bandi il finanziamento a fondo perduto sarà sostituito da un diverso meccanismo: fino a metà ( ma la quota potrà essere anche inferiore) l’incentivo sarà costituito da un contributo in conto capitale; il resto sarà composto in parti uguali da credito pubblico agevolato ( a un tasso dello 0,50%) e da mutui bancari ordinari a tasso di mercato.
                Con questo intervento di riordino il Governo punta a ottenere in un triennio un risparmio di circa 750 milioni di euro.
                A sostegno e garanzia dell’attività produttiva, il Fondo rotativo nazionale per gli interventi nel capitale di rischio è incrementato per il 2005 di 100 milioni di euro, mentre viene istituito il Fondo per il finanziamento degli interventi consentiti dagli Orientamenti Ue sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà — anche quelle, prima escluse, di elettrodomestici — con una dotazione finanziaria, sempre per l’anno in corso, di 35 milioni di euro.
                In più, almeno il 30% del fondo rotativo per il sostegno alle imprese previsto dalla Finanziaria viene destinato ad attività e progetti strategici di ricerca e sviluppo.

                TURISMO
                Rilancio con l’Agenzia

                  V. CH.

                  Svolta importante per la politica turistica. Può decollare dopo oltre un decennio di dibattiti una riforma radicale dell’Enit, ossia dell’ente che cura la promozione all’estero della " destinazione Italia". L’Enit diventa Agenzia per il turismo con una rappresentanza diretta degli imprenditori privati e un ruolo chiave affidato alle regioni, che sono oggi le vere protagoniste della politica di settore. Lo stanziamento passa a 45 milioni di euro con 20 milioni di fondo straordinario in aggiunta ai 24 già previsti in Finanziaria. Nelle strategie dell’Agenzia dovranno trovare ampio spazio anche gli interventi di promozione del turismo culturale e congressuale.
                  Al tempo stesso verrà costituito a breve il Comitato nazionale per il turismo formato dai rappresentanti di palazzo Chigi e dei vari ministeri interessati al settore, delle Regioni, delle associazioni degli operatori economici e delle Camere di commercio. Il Comitato avrà il compito di rilanciare una politica nazionale per il settore, colmando una lacuna avvertita pesantemente negli ultimi mesi. Di fronte alla crisi dell’industria delle vacanze e alla forte competizione instauratasi tra le Regioni, da più parti è stato rimpianto il vecchio ministero del Turismo, cancellato per referendum nel 1994. È stato, infine, previsto lo sviluppo di un portale Internet destinato a promuovere a livello internazionale la conoscenza e la commecializzazione delle destinazioni turistiche italiane.

                    INFRASTRUTTURE
                    Niente poteri « extra »

                      V. UV.

                      Stop ai poteri straordinari modello " Passante di Mestre" per i commissari delle opere autostradali. Alla fine, nel decreto legge 35 non è passata l’idea di dotare i commissari straordinari di poteri eccezionali, da organo monocratico in grado di superare le resistenze locali, come quelli attribuiti al commissario del Passante con un’ordinanza di Protezione civile. Il modello confermato dal Parlamento è quello del commissario del decreto sblocca cantieri ( Dl 67/ 1997) con poteri di ricognizione e di impulso. Le opere autostradali anche se non incluse nel maxipiano delle infrastrutture strategiche potranno essere realizzate attraverso la corsia preferenziale della legge obiettivo ( legge 443/ 2001). Bloccato anche il silenzio assenso sui vincoli paesaggistici e ambientali.
                      Per le opere ordinarie il decreto introduce gli appalti a scorrimento: in caso di fallimento dell’appaltatore l’amministrazione potrà rivolgersi agli altri classificati oppure procedere a trattativa privata interpellando almeno dieci ditte.
                      Prevista anche la riforma degli arbitrati: accanto al vecchio rito gestito dalla Camera arbitrale che rischia di diventare residuale ( in caso di disaccordo tra le parti sulla scelta del terzo arbitro), è ora ammesso anche per i lavori pubblici l’arbitrato libero, amministrato cioè attraverso il Codice di procedura civile. In questo caso le tariffe saranno scelte dagli arbitri e non più dalla Camera tra quelle minime e massime fissate dal regolamento della Camera arbitrale.

                        FALLIMENTI
                        Spazio alle soluzioni stragiudiziali

                        G. NE.

                          Più spinta alle soluzioni extragiudiziali, limitazione degli effetti delle revocatorie, procedure di favore per il debitore. Sono alcuni dei capisaldi dell’intervento di riforma del diritto fallimentare. Tra norme in vigore da subito e altre che dovranno essere tradotte in un decreto delegato il progetto non appare certo minimalista. La legge assume un atteggiamento di sicuro favore per forme oggi poco utilizzate come il concordato preventivo e gli accordi stragiudiziali, affidando all’autorità giudizaria un controllo di legalità. Sul piatto vengono messe possibilità di deroga ai requisiti di maggioranza sino a ieri previsti, la divisione dei debitori in classi con relativi voti articolati, l’affidamento al debitore di un piano di ristrutturazione delle proprie posizioni che non penalizzi i debitori.
                          Sulle revocatorie il progetto prevede da una parte un nutrito elenco di atti da considerare esenti ( tra questi, le rimesse in conto corrente che non hanno alterato in maniera sensibile l’esposizione debitoria del fallito nei confronti della banca e la vendita a giusto prezzo della casa utilizzata come abitazione principale), dall’altro, sotto forma di delega, la riduzione dei tempi di decadenza dell’azione.
                          Ma a essere ridefinita è anche la fisionomia dei protagonisti della procedura. A partire dall’imprenditore, che potrà godere dell’esedebitazione e, cioè, dell’annullamento dei debiti residui nel caso di corretto comportamento durante tutto il procedimento.
                          Anche il comitato dei creditori sarà responsabilizzato affiancando un curatore che potrà essere individuato anche tra studi e società professionali. A essere abbreviate saranno, poi, la procedura di accertamento del passivo e di ripartizione dell’attivo che verranno dotate di tempi certi e verificabili mentre l’amministrazione controllata oggi prevista dovrà essere abrogata, rappresentando, per il legislatore, in molti casi, solo l’anticamera del fallimento.

                          PROCESSO CIVILE
                          L’obiettivo è ridurre i tempi

                            G. NE.

                            Obiettivo recupero di risorse per abbreviare la durata dei processi e intaccare la mole dell’arretrato.
                            Il decreto legge sulla competitività introduce anche una nutrita serie di modifiche in alcuni settori chiave del sistema giustizia. Nel processo ordinario di cognizione, per esempio, si punta alla libertà di scelta delle parti che avranno a disposizione la strada consueta, con tutti i rischi di lunghezza del procedimento, oppure l’opportunità della disciplina in vigore dal 2004 nelle controversie commerciali, con la fase istruttoria affidata alla gestione delle parti. Ma è prevista anche la stabilizzazione del giudizio cautelare quando non ci siano state contestazioni e un maggior ricorso alla tecnologia per il deposito di sentenze e ordinanze, ma anche per atti cruciali come l’intimazione a comparire nei confronti dei testimoni.
                            Il processo esecutivo viene modificato, accogliendo l’esperienza positiva di altre sedi giudiziarie, semplificando il meccanismo delle notifiche, ma anche quello di vendita degli immobili interessati, facendo ricorso anche a professionisti come avvocati e dottori commercialisti che si affiancheranno ai notai. Nel diritto di famiglia, poi, si procede all’integrazione delle regole del procedimento davanti al presidente del tribunale e al giudice istruttore. Lo stesso procedimento prevede, poi, un contingentamento dei tempi, almeno nella prima fase, stabilendo che per l’udienza presidenziale non devono trascorrere più di 95 giorni dalla data di presentazione della domanda.
                            In una delega sono poi stati inseriti i principi di revisione del giudizio in Cassazione stabilendo, con molte polemiche da parte della magistratura ( il Csm se ne occuperà nel plenum della prossima settimana), un notevole allargamento delle competenze che potrebbe condurre a un sensibile aggravio dei carichi di lavoro, già soggetti a un arretrato che. nel settore civile. sfiora i 95.000 procedimenti.

                            LAVORO
                            Ritocchi alla « Biagi »
                            N. T.
                            La conversione del Dl competitività prevede una serie di interventi in materia di lavoro. In primo luogo, anche i collaboratori e pensionati potranno accedere ai finanziamenti cedendo, a garanzia dei propi obblighi, un quinto del proprio compenso, a condizione che il contratto sia non inferiore a 12 mesi.
                            Inoltre, fino all’approvazione della legge regionale di regolamentazione dei profili formativi, la disciplina dell’apprendistato è rimessa ai contratti collettivi nazionali di categoria. Si amplia, poi, il " campo" dei lavoratori con i quali è possibile stipulare contratti di lavoro intermittente o " a chiamata".
                            Non è più richiesto, infatti, che i giovani con meno di 25 anni di età siano in stato di disoccupazione, né che gli ultra quarantacinquenni siano stati espulsi dal mondo del lavoro. Il contratto potrà, in ogni caso, essere concluso con persone d’età inferiore a 25 anni e con lavoratori con più di 45 anni, anche già pensionati. Ritocchi, poi, alla legge Biagi anche per rendere più funzionali le disposizioni che regolano il contratto di inserimento e il lavoro occasionale.
                            In arrivo, infine, nuovi fondi per facilitare il trasferimento del Tfr nie fondi pensione, sulla base di quanto previsto dalla riforma previdenziale oltre a nuove disposizioni sugli ammortizzatori sociali.

                            CONTRAFFAZIONE
                            Arriva la super multa
                            N. T.
                            Giro di vite sulla contraffazione. Il Dl approvato ieri prevede misure più dure per i « venditori » che mettono in commercio prodotti con segni ingannevoli, tali cioè da provocare un errore da parte del consumatore su origine, provenienza e qualità dell’opera. A punire questo reato è l’articolo 517 del Codice penale, dove resta inalterata la pena di un anno di reclusione ma viene elevata di quasi 20 volte la multa prevista ( da 1.032 a 20mila euro).
                            Per gli acquirenti, invece, spunta una nuova sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10mila euro: riguarda tutti coloro che acquistano o accettano beni che, per la loro qualità o per la condizione di chi li offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme su origine e provenienza dei prodotti e in materia di proprietà intellettuale. La stessa sanzione colpisce gli intermediari, ossia chi si adopera per far acquistare o ricevere la merce contraffatta senza verificarne la legittima provenienza. Con il maxi emendamento è stata poi varata la confisca amministrativa obbligatoria per i beni acquistati " incautamente", nonostante il loro prezzo stracciato avesse dovuto far nascere qualche sospetto. Il maxi emendamento ha anche introdotto la figura dell’Alto commissario per la lotta alla contraffazione, con il compito di coordinare la sorveglianza sulla violazione dei diritti di proprietà industriale e intellettuale, monitorando le attività di prevenzione e repressione.

                              SEMPLIFICAZIONI
                              Sì al silenzio assenso
                              M. ROG.
                              Silenzio assenso generalizzato e " Dia" rafforzata: sono i due pilastri su cui poggia il pacchetto di semplificazioni amministrative contenuto nel decreto competitività. Ma mentre il nuovo meccanismo per la denuncia di inizio attività, finalizzato a favorire l’avvio di attività produttive, era già contenuto nel testo originario del decreto, per il silenzio assenso il Governo è ricorso a un correttivo, inserito al Senato in prima lettura. In particolare, ogni amministrazione ha il compito di definire la scadenza dopo la quale scatterà il silenzio assenso. Il termine di riferimento, in ogni caso, è di 90 giorni. Dal dispositivo restano esclusi gli atti riguardanti la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico. Per quelli relativi al settore edilizio a pronunciarsi continueranno a essere le regioni.
                              Quanto alla Dia, ferme restando le norme in materia di difesa nazionale, pubblica sicurezza, amministrazione della giustizia, salute, ambiente, beni culturali ed edilizia, per iniziare un’attività d’impresa ( come per ottenere una licenza o un’autorizzazione), non è più necessario il consenso espresso della « Pa » : se l’ok non arriva entro 30 giorni si può comunque partire. Dal piano sulla competitività è saltata la norma " taglia leggi", ideata per sfoltire la massa legislativa ante 1970, che dovrebbe confluire nel disegno di legge annuale di semplificazione all’esame del Senato.

                                OBBLIGAZIONI

                                  Partono i covered bond
                                  MY. L.

                                    I" covered bond" approdano in Italia. Grazie a una correzione alla legge sulla cartolarizzazione inserita nel decreto sulla competitività, gli istituti di credito italiani potranno infatti emettere queste particolari obbligazioni " garantite".
                                    Tecnicamente un " covered bond" viene emesso con un percorso simile a quello di una cartolarizzazione. In un primo momento la banca cede a una società veicolo ( costituita, appunto, sotto il cappello della legge 130 sulle securitization) un portafoglio di crediti o titoli. Questo diventa un patrimonio separato, non aggredibile, quindi, dai creditori dell’istituto. In un secondo tempo, poi, la banca stessa emette sul mercato un prestito obbligazionario, ricevendo dalla società veicolo una garanzia. Qui sta la differenza sostanziale con le cartolarizzazioni: non è la società veicolo a emettere i titoli, ma l’istituto di credito. Questo rende, quindi, i " covered bond" più forti delle obbligazioni derivanti dalle securitization: sono, infatti, garantiti sia dalla banca che dal portafoglio di crediti. Per questo gli istituti attendevano questa legge: la duplice garanzia permette, infatti, loro di emettere obbligazioni con rating altissimi e con rendimenti più contenuti rispetto alle securitization. In pratica, i " covered bond" sono per le banche strumenti di raccolta molto convenienti. Ora non resta che attendere i regolamenti attuativi.