“Competitività 1″ Quattro miliardi in quattro anni

14/03/2005
    sabato 12 marzo 2002

    SI PARTE CON UN DECRETO. POI ARRIVERÀ UN DISEGNO DI LEGGE
    Quattro miliardi in quattro anni per la competitività
    Il governo vara il piano: interventi per energia e difesa del «made in Italy»

      Alessandro Barbera

        ROMA
        Nonostante il no della Lega all’articolo uno e un travaglio durato mesi, il consiglio dei ministri ha varato il provvedimento sulla competitività. O meglio, ha dato il via libera a due provvedimenti: un decreto, che entra immediatamente in vigore, e un disegno di legge, che verrà «travasato» (queste le parole del ministro Alemanno) nel decreto in sede di conversione, vale a dire fra due mesi. Oltre alla conferma dell’impianto di cui s’è largamente parlato nei giorni scorsi, le novità non mancano, e non solo per le imprese: c’è un aumento delle accise sugli alcolici, l’abolizione della firma notarile per il passaggio di proprietà delle auto nuove e usate, multe per chi compra griffe false e pene più severe per chi le contrabbanda. L’ultima stesura del testo tira fuori del cassetto anche una vecchia idea: gli incentivi per la rottamazione dei frigoriferi. Per il «silenzio-assenso» al trasferimento del Trf entro novanta giorni bisognerà invece attendere, perché dal decreto la norma è slittata nel disegno di legge: «è necessario un ulteriore approfondimento», ha spiegato Alemanno.

        Slitta anche la riforma degli ordini professionali: «Nel decreto francamente c’è proprio pochino sull’argomento», ammette il sottosegretario Vietti. Alleggerito (in parte) il ruolo di Sviluppo Italia: «è stata eliminata la norma su sviluppo italia engineering e quella relativa al fondo per il capitale di rischio», spiega Alemanno. Il «parto non è stato semplice», ed è costato alla maggioranza un Consiglio dei ministri molto lungo. L’intervento complessivo – la stima è di Alemanno – varrebbe «quattro miliardi in quattro anni», dei quali poco meno di un miliardo per quest’anno.

          Non sono bastati il no della Lega e di Confindustria ad evitare gli aumenti delle accise su superalcolici e birre. A partire da oggi whiskey, vermouth e affini aumenteranno in una forchetta stimata fra i tre e dieci centesimi: «aumenti che ci allineano alla media europea». Di sicuro per ora c’è l’entità del gettito: cento milioni nel decreto, altri centodieci milioni a partire dal primo gennaio 2006.

            Per un bevitore scontento un automobilista (un po’) felice. Con l’acquisto di auto nuove e usate arriva una novità piccola dal sapore rivoluzionario, che intacca un (seppur piccolo) interesse dei notai: per i passaggi di proprietà sarà sufficiente un atto tra privati. «Servirà solo una firma autenticata. Chi vuole potrà comunque andare dal notaio, ma non sarà più obbligatorio», ha spiegato il viceministro Baldassarri che ha sostenuto la proposta di estendere la norma ai mezzi usati. C’è un «però», posto subito dalle associazioni dei consumatori: la norma cancellerebbe sì il passaggio notarile, che però non varrebbe più di 20-30 euro. Non si capisce se la norma intacchi la vera «tassa», quella del «Pra», il pubblico registro automobilistico. Un costo «decisamente superiore che in altri Paesi europei», spiega Elio Lannutti di Intesa consumatori: «Da 350 a 400 euro a prescindere dal bene stabilito, contro i 30-40 euro della Francia, i 50 della Germania e le zero lire dell’Inghilterra».

              Cattive nuove per chi compra (e vende) merce contraffatta: l’articolo uno (quello bocciato dalla Lega) prevede sanzioni amministrative da 50 a 10mila euro per l’acquisto «consapevole» e l’inasprimento delle sanzioni penali per il venditore. Nel provvedimento trovano spazio anche le annunciate misure a favorire del Made in Italy: da norme a sostegno alla internazionalizzazione a quelle per contrastare la delocalizzazione «selvaggia». «Le imprese che investono all’estero chiudendo in Italia, non avranno più incentivi. Sì, invece, a nuove norme per facilitare il rientro in Italia dei capitali investiti all’estero.

                In extremis arriva anche un intervento per sostenere il risparmio energetico e i consumi. Una idea della quale si discute dai tempi della Finanziaria 2003 e ora approvata: con le risorse derivanti dalle multe comminate dall’autorità per l’energia (che non sarà più possibile sanare con una semplice oblazione di 51.600 euro) il ministero delle Attività produttive potrà finanziare la rottamazione di frigoriferi, impianti gpl per le auto, la sostituzione di vecchie caldaie, condizionatori d’aria e la messa in sicurezza degli impianti elettrici.
                Infine i «contributi straordinari» che arrivano via decreto: duecentocinquanta milioni in quattro anni per gli interventi di «reindustrializzazione e promozione industriale». La norma estende la possibilità di intervento vigente ai comuni di Acerra, Assemini, Augusta, Brindisi, Mililli, Nerivano, Ottana, Pisticci, Porto Torres, Priolo Gargallo e Terni.