“Competitività 1″ Il governo prende ancora tempo

04/03/2005

    venerdì 4 marzo 2005

    BERLUSCONI PROMETTE UN CONSIGLIO DEI MINISTRI FRA MERCOLEDÌ E GIOVEDÌ. «IL TESTO E’ PRONTO»

      Il governo prende ancora tempo per la Competitività

        Siniscalco: così ascoltiamo le parti. I sindacati: non c’è stato confronto

          Roberto Giovannini
          ROMA

            Contrordine: il varo del pacchetto sulla competitività slitta di qualche giorno. Come spiega il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco, il rinvio servirà «per dare tempo alle parti sociali di farci avere i loro commenti, molto interessanti, che inseriremo. Il testo, comunque, è già pronto». Il testo è pronto, in effetti: quasi 130 pagine, con una articolato che nel giro di pochi giorni è praticamente raddoppiato in volume, «imbarcando» una vera e propria marea di micronorme di scarso rilievo generale inserite in Zona Cesarini. Si va dalla possibilità per il ministero della Funzione Pubblica di assumere consulenti, a piccoli stanziamenti per questa o quella struttura.

              Sulla carta, lo slittamento per il varo – previsto a questo punto per una riunione di Consiglio dei ministri tra martedì e mercoledì, come ha detto il premier Berlusconi – serve a recepire ed eventualmente inserire le proposte di sindacati e imprenditori, che però potranno soltanto mandare i loro contributi per posta elettronica. A questo punto, infatti, il previsto nuovo vertice governo-parti sociali non si farà più (a meno di nuove sorprese), mentre per stamani è previsto un vertice della Cdl. Mentre anche Confcommercio si associa al parere positivo subito formulato da Confindustria al «piano d’azione per lo sviluppo», sono solo i sindacati a criticare il provvedimento e il metodo seguito per elaborarlo, sperando che loro email vengano prese in considerazione.

                Ieri sera Siniscalco ha incontrato per illustrare il provvedimento il vicepresidente della Comissione Europea con delega alle imprese e industria Gunther Verheugen, presenti alcuni colleghi di governo e una delegazione di Cgil-Cisl-Uil. Da Verheugen è arrivato un via libera totale: «sono pienamente d’accordo con le misure del governo italiano per lo sviluppo – ha detto il commissario Ue – sono in linea con quelle della Commissione Europea». Ovviamente soddisfattissimo il ministro dell’Economia, che ha ribadito il sostegno dell’Italia al piano Barroso, definito da Siniscalco «un grande sforzo sulla produttività e l’innovazione». Infine, sui tempi e il metodo: poiché le proposte delle parti sociali sono interessanti «ci sembrava giusto prenderci due giorni».

                  Ovviamente, di diverso avviso i leader di Cgil-Cisl-Uil, secondo cui lo slittamento dei tempi è dovuto proprio a difficoltà insorte all’interno della compagine di governo e alla maggioranza. Per il numero uno Cisl Savino Pezzotta, «pensare di affrontare 130 pagine in poche ore e senza definire tempi e risorse, è difficile. Finora il confronto non c’è stato». Il sindacalista chiede il rispetto del «Patto per l’Italia» per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, e afferma che «se il rinvio servirà solo ad aggiustare problemi all’interno del governo, sarà negativo». Per Luigi Angeletti, «l’importante è che il documento conclusivo accolga le nostre indicazioni. Questo è quello che ci interessa».

                    Secondo Marigia Maulucci, della Cgil, «il governo in maniera autoreferenziale deciderà che cosa accogliere e che cosa non accogliere». «Il problema – ha detto da Venezia il leader della Cgil, Guglielmo Epifani – non è un giorno in più o un giorno in meno, ma se c’è davvero una volontà di confronto o di tenere conto di quello che dice il sindacato. Mi pare che oggi questa volontà non ci sia». negativo, infine, anche il giudizio delle confederazioni sulle misure esaminate al tavolo delle infrastrutture e della ricerca: non ci sono risorse aggiuntive, né quelle sufficienti per le grandi opere considerate strategiche.

                      Non tutti, però, nel governo vedono con favore il rinvio («doveroso», per il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno, e «ragionevole» dal vicepremier Marco Follini) del varo del pacchetto competitività. Roberto Maroni, ministro del Welfare, ha annunciato che stamani prima del vertice di maggioranza si riunirà lo stato maggiore della Lega «per evitare brutte sorprese». In ogni caso, come ha spiegato ieri il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, sia il decreto che il disegno di legge non saranno «blindati», ma potranno essere emendati e corretti nel corso del dibattito parlamentare.