“Competitività (1)” Il decreto sviluppo è legge

13/05/2005
    venerdì 13 maggio 2005

    IN PRIMO PIANO – pagina 4

      Il decreto sviluppo è legge
      Si apre la partita dell’Irap

        Maroni: 4 miliardi di tagli entro maggio

        DINO PESOLE
        MARCO ROGARI

          ROMA • Il decreto sulla competitività è legge. Dopo tre passaggi parlamentari, due voti di fiducia, il ricorso a diversi correttivi, accompagnati da numerose polemiche e da qualche mezza marcia indietro del Governo, la corsa contro il tempo ha dato esito positivo: dal Senato è arrivato ieri il via libera definitivo alle misure sullo sviluppo, nella versione uscita dalla Camera. Che aveva soppresso alcune modifiche inserite in prima lettura a Palazzo Madama, a cominciare da quella sui poteri speciali dei commissari straordinari per le opere autostradali.

          Strada spianata, dunque, agli interventi cardine del decreto: la riforma degli incentivi alle imprese; il bonus fiscale per favorire le fusioni di piccole e medie aziende; le semplificazioni amministrative ( la nuova " dia" e silenzio assenso in versione allargata). Confermate le deleghe per la revisione del diritto fallimentare e del codice di procedura civile. Via l’Ici sui capannoni. E pienamente operative sono anche la lotta alle contraffazioni ( nell’ambito della difesa del made in Italy) e la riduzione dell’Irap per le nuove assunzioni al Sud.

          E proprio dall’Irap sembra destinata a partire la fase 2 della competitività: il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha annunciato il varo di un decreto ad hoc entro la fine del mese, per ridurre il peso del costo del lavoro dalla base imponibile, per circa 4 miliardi all’anno per tre anni.

          Sul decreto per lo sviluppo, il viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas, ha espresso soddisfazione « per la conclusione dell’iter di uno dei provvedimenti di maggior rilievo della legislatura » . Vegas ha poi detto che la riforma delle professioni « è stata stralciata semplicemente per non sovraccaricare di deleghe il provvedimento, ma è intenzione del Governo andare avanti » . Quanto alla questione della bancarotta fraudolenta, il viceministro ha affermato che il Governo « non ha rinunciato alla linea dura, la pena deve restare elevata » . La partita, insomma, non è chiusa. Tra l’altro le nuove misure sul processo civile e sul diritto fallimentare saranno mercoledì prossimo al centro dell’assemblea plenaria del Csm.

          L’opposizione, da parte sua, ha continuato a criticare tutto il provvedimento, parlando di « bidone vuoto » e accusando il Governo di lavorare al declino del Paese. Ma la reazione della maggioranza è stata immediata, con Forza Italia che ha difeso a spada tratta la legge e An che ha attaccato l’opposizione: al Centro sinistra non interessa l’Italia. A promuovere il provvedimento è l’Antitrust, che nella relazione annuale inviata al Parlamento sostiene che il decreto è « il primo passo nella giusta direzione » .

          La legge stanzia anche 750 milioni fino al 2007 per la riforma della previdenza integrativa ( uso del Tfr con il " silenzio assenso"), sancisce lo stop all’esclusiva per la produzione e commercializzazione dei tabacchi lavorati, estende la possibilità di far leva sulla cosiddetta " cessione del quinto" e semplifica i passaggi di proprietà di auto e moto.

          È evidente, comunque, che da domani l’attenzione si sposta sui tagli all’Irap. L’auspicio di Maroni è che il decreto venga approvato al più presto, con l’obiettivo di avviare la riduzione del costo del lavoro nel calcolo della base imponibile. Le notizie provenienti dall’economia reale, con il Pil del primo trimestre 2005 in contrazione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, inducono dunque il Governo a spingere sull’acceleratore: « O si interviene entro maggio — ha osservato Maroni — oppure non ha senso » . L’impegno, confermato anche dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è di tagliare l’Irap per 4 miliardi già quest’anno, mentre l’intervento complessivo nel triennio per abolire totalmente la componente costo del lavoro comporterà un minor gettito di 12,5 miliardi.

          Intervento che dovrà essere ovviamente " coperto" attraverso una contestuale riduzione della spesa corrente, o in alternativa con un pari incremento dell’imposizione fiscale. « Sul taglio dell’Irap ha aggiunto Maroni c’è piena intesa con Berlusconi e il ministro Siniscalco » .
          L’annuncio formale del prossimo taglio dell’Irap — secondo quanto ha anticipato lo stesso Berlusconi è previsto per oggi, al termine del Consiglio dei ministri. « Abbiamo definito il cammino con il ministro Siniscalco. Cominceremo con 4 miliardi quest’anno » . Di fatto, l’intervento se attuato nei tempi annunciati da Maroni — si prefigurerebbe come un’anticipo di una delle misure portanti della manovra 2006, a patto che si riesca in così breve tempo a individuare le fonti di finanziamento.

          Confindustria, da parte sua, non nasconde che la riduzione dell’Irap resti tra gli obiettivi principali. « Quando con grande fatica arriviamo a un piccolo profitto — ha affermato il presidente Luca Cordero di Montezemolo — e poi ci ritroviamo con una tassa come l’Irap che lo erode, ci troviamo di fronte a qualcosa che non è giusto».