COMPASS GROUP CONFERMATI I LICENZIAMENTI, LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE

29/10/2012

29 ottobre 2012

Compass Group confermati i licenziamenti, lavoratori in stato di agitazione

Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro con Compass Group Italia Spa, relativo alla procedura di licenziamento collettivo comunicata lo scorso 25 settembre.
Compass Group, multinazionale della ristorazione collettiva e dei servizi di supporto (360 mila dipendenti nel mondo) che opera in Italia con diversi divisioni, ha infatti comunicato alle organizzazioni sindacali nazionali una procedura di mobilità che riguarda più di 800 dipendenti su quasi 8mila.
Il confronto tra le organizzazioni sindacali confederali e l’azienda non ha portato ad una soluzione condivisa: da un lato Compass che ha illustrato le motivazioni alla base dell’avvio della procedura (il calo del fatturato e dei volumi nell’ultimo quadriennio, accompagnato da una struttura di costi non più sostenibile) e ribadito la regolarità del procedimento avviato; dall’altro i sindacati che hanno evidenziato i vizi formali e sostanziali della procedura, e ne hanno chiesto il ritiro.

Nessuna delle parti è stata disponibile a rimuovere dal tavolo le proprie ragioni; nonostante l’aggiornamento dell’incontro, anche con il passare dei giorni, l’azienda ha confermato la sua volontà di procedere ad un confronto per definire la procedura di licenziamento collettivo.

Le organizzazioni sindacali hanno quindi, proclamato lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Compass Group contestando il comportamento aziendale e la corretta gestione del procedimento.
“In un contesto privo dei vizi denunciati e nel corretto riguardo del dettato della normativa vigente” affermano le organizzazioni sindacali “ confermiamo la nostra disponibilità ad affrontare le tematiche dei processi riorganizzativi dell’azienda, nel rispetto delle necessarie tutele dell’occupazione e del reddito dei lavoratori.”
Contrariamente, i sindacati avvieranno le necessarie iniziative di mobilitazioni volte alla tutela dei lavoratori coinvolti.
Il confronto proseguirà il 5 novembre prossimo.