COMPASS GROUP ANNUNCIA 824 LICENZIAMENTI

09/10/2012

9 ottobre 2012

Compass Group annuncia 824 licenziamenti


Compass Group multinazionale della ristorazione collettiva e dei servizi di supporto (360 mila
dipendenti nel mondo) che opera in Italia con i marchi: Eurest (Ristorazione Aziendale) – Medirest (Ristorazione Sanitaria) – Scolarest (Ristorazione Scolastica) – Eurest Service (Servizi di Supporto) – Ristomat e Lunch Time (Buoni Pasto) ha comunicato alle organizzazioni sindacali nazionali una procedura di mobilità che riguarda 824 dipendenti su 7.941.
Gli esuberi sul territorio nazionale sono indicati in 12 quadri su 65 (18%), 147 impiegati su 487 (30%), 665 operai su 7.373 (9%)

Solo in provincia di Milano Compass gestisce in appalto le mense di importanti aziende (ENI, Mondadori, Università Bocconi, Magneti Marelli, Deutsche Bank, Kraft, Pirelli, Vodafone, Sacra Famiglia ecc)

La Compass Group non è in crisi ma nella procedura di mobilità fa genericamente riferimento a “erosione del risultato aziendale per il 2012” e soprattutto afferma che “non appare ipotizzabile l’utilizzo di strumenti alternativi” al licenziamento.

Pur avendo un bilancio in attivo, i profitti non sono quelli che la multinazionale si attendeva. Tra l’altro nella procedure è prevista l’eliminazione di tutte le figure di Direttori di Mensa presenti sul territorio nazionale, una forte riduzione degli impiegati e dei quadri e l’esternalizzazione di attività interne ad altre aziende senza che il personale oggi applicato in tale attività venga li ricollocato.
Il timore è che la perdita del know how aziendale sia il segnale di un possibile ritiro della multinazionale dal mercato italiano.
Venerdì 12 ottobre si terrà a Roma il primo incontro delle organizzazioni sindacali con l’azienda.

“Se la procedura non verrà ritirata o modificata” afferma la Filcams Cgil di Milano “80 lavoratori negli appalti della Lombardia e 51 impiegati della sede di Milano (tra cui 25 direttori di mensa) rischiano concretamente il posto di lavoro senza ammortizzatori sociali che non siano l’indennità di disoccupazione.”