COMPAQ-HP: PER I LAVORATORI UNA FUSIONE DAGLI ESITI INCERTI

05/06/2002

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
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5 giugno 2002

COMPAQ-HP: PER I LAVORATORI UNA FUSIONE DAGLI ESITI INCERTI

Rsu e CdA di HP Italia, al termine degli incontri con la direzione aziendale sulla fusione tra Compaq e HP, hanno redatto questo comunicato.

«La fusione di Compaq e HP a livello italiano è iniziata nel peggiore dei modi possibili. A conclusione della procedura prevista dall’art. 47 legge 428/90 l’azienda ha deciso unilateralmente di procedere senza pervenire a nessun accordo che definisca un percorso con il sindacato, lasciando i lavoratori in una situazione di incertezza per il futuro. La direzione aziendale, in apertura di procedura, ha comunicato che l’acquisizione prevede inizialmente l’affitto di Compaq da parte di HP per un tempo non definito e successivamente, in data da destinarsi, la fusione tra le due aziende.

«Nel corso dei tre incontri finalizzati all’informazione e consultazione seguiti all’apertura della procedura, la direzione aziendale non ha fornito sufficienti informazioni sulle conseguenze economiche e sociali per i lavoratori, in particolare riguardo le ricadute occupazionali, manifestando nei fatti la volontà di non pervenire ad un accordo. Ha infatti respinto le proposte sindacali che erano finalizzate alla salvaguardia occupazionale anche attraverso l’utilizzo preventivo di strumenti come la formazione e la riqualificazione professionale, e non ha consentito che si arrivasse ad una soluzione concordata, seppur temporanea, finalizzata a non penalizzare la struttura salariale delle forze vendite delle due aziende. Un’impostazione che sicuramente non soddisfa il sindacato in quanto sancisce l’unilateralità aziendale e non tiene conto delle legittime esigenze dei lavoratori.

«Le assemblee dei lavoratori indette in tutte le sedi HP e Compaq hanno definito e deciso le prime risposte all’azienda, articolandole in distribuzione di volantini informativi, presidi delle sedi e con un’ora di sciopero per manifestare l’insoddisfazione e la preoccupazione per una vicenda dagli esiti incerti nei suoi sviluppi futuri.

«Auspichiamo che nel prossimo incontro, il 7 di giugno, l’azienda riveda le proprie posizioni e si sieda al tavolo con maggior trasparenza e volontà di proseguire i confronti con il sindacato in modo costruttivo».