Compagni di scalata

06/09/2005

      N.35 anno LI – 8 settembre 2005

        Pagina 60/61

          Attualità
          POLITICA E FINANZA ALLA FESTA DELL’UNITA’

          Compagni di scalata

          L’operazione di Unipol è ‘buona e trasparente’. Ma forse sarebbe stato meglio investire in nuovi supermercati. Il giudizio dei dirigenti delle coop sull’assalto a Bnl

          di Maurizio Maggi

            Nessuno parlava di noi delle cooperative: adesso siamo sempre in prima pagina sui giornali. Mi telefonano i compagni e mi chiedono: ma l’Unipol è ancora la nostra compagnia d’assicurazione? Speriamo che finisca bene, questa scalata alla Banca nazionale del lavoro…

            Felice Riccardi, presidente della sezione soci e consumatori di Cinisello Balsamo, comune a nord di Milano, rappresenta bene lo stato d’animo dei cooperatori lombardi. Che si sentono un po’ fuori posto nei resoconti finanziari degli organi di stampa e la pensano più o meno così: il movimento cooperativo non è un figlio di un dio minore; le coop non hanno scheletri nell’armadio e neppure i Ds; Giovanni Consorte è un ottimo manager e la scalata dell’Unipol alla Bnl si può fare, certo senza aggirare né violare la legge; comunque, qui in Lombardia, abbiamo altre priorità e i soldi preferiremmo forse investirli nell’acquisizione di una grande catena di supermercati.

            Venerdì 26 agosto, alle 18, c’è stata l’apertura ufficiale dello Spazio Coop alla Festa nazionale dell’Unità. Sala delle conferenze piena, età media alta, ampio ventaglio di accenti lombardi con buona rappresentanza di cadenze meridionali, pizzette, spumantino e taglio della torta dopo gli interventi dal palco. Consumi e solidarietà al centro dell’attenzione, come sempre. Ma per la prima volta i cooperatori – di vertice e di base – si devono confrontare con la finanza. Non quella, abituale, dei prestiti sociali. No, stavolta, si parla di Opa, di quotazioni di Borsa, di integrazione tra istituti di credito e di compagnie assicuratrici. Lo fa al microfono Guido Galardi, presidente di Legacoop Lombardia, che inaugurando lo stand rivendica l’autonomia delle coop, che possono sbagliare, ma non si lanciano in operazioni finanziarie su indicazione di una forza politica o di un’altra. E lo fanno i soci delle coop pavesi e comasche o delle hinterland milanesi nei capannelli davanti alle immagini della mostra sui Beatles e gli anni Sessanta. "In spiaggia ho letto tutti i giorni ‘Il Sole 24 ore’", ammette sorridendo un anziano socio di Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d’Italia. In Lombardia il dibattito all’interno del mondo cooperativo sulla scalata alla Bnl è particolarmente vivace anche perché la Lega regionale ha sì aderito all’appello di Consorte. Insieme alle coop toscane, quelle della Lombardia sono state tra le meno entusiaste, mettendo a disposizione 2,7 milioni di euro per l’acquisizione della banca romana. Nel consiglio d’amministrazione di Coop Lombardia 27 membri su 29 hanno votato sì all’aumento di capitale di Holmo, la holding tramite la quale le cooperative controllano l’Unipol. In due si sono astenuti. Uno dei due è Giorgio Peri, rappresentante del comitato soci di Como: "Non capisco perché per dimostrare di non essere i figli di un dio minore dobbiamo rischiare di passare per i figli di … Gnutti. Battute a parte, io credo che noi in Lombardia viviamo una fase difficile, perché qui c’è il massimo di concorrenza, a livello di grande distribuzione, e faremmo meglio, per esempio, a essere pronti a comprare l’Esselunga, se davvero i Caprotti la vogliono vendere, piuttosto che buttarci nella finanza. Credo di non essere il solo a preoccuparmi, ma in tanti non lo dicono perché hanno paura di far la figura dei conservatori, dei passatisti". Il signore che sta passeggiando con Peri, che si chiama Anselmo Bertolio e fa parte del comitato soci della Coop di Como, scuote con vigore il capo e ci tiene a precisare: "Come in tutte le iniziative di crescita, anche l’acquisizione di Bnl ha ovviamente i suoi rischi d’impresa, ma l’idea è buona e io sono d’accordo". Mentre Peri e Bertolio continuano a discutere, si fa sotto Gianni Moretti, del comitato soci di Cinisello Balsamo: "Anche per me l’operazione è valida. L’unica cosa che mi lascia perplesso sono i compagni di strada dell’Unipol nell’avventura". Dubbi che non sfiorano Giovanni Ramazzina, classe ’34, del comitato soci di Vigevano: "Non c’è nessuna questione morale da agitare sulle coop e i Ds, si sta facendo tutto alla luce del sole. Credo che sotto ci sia soprattutto l’invidia per i risultati delle cooperative". Ribadisce il concetto Luigi Vai, che ci tiene a definirsi semplice socio consumatore: "Il movimento cooperativo non ha scheletri nell’armadio. Per quel che ho letto e sentito dire, finora l’operazione Unipol-Bnl è chiara e trasparente". Un altro rappresentante della base, Antonio Gala della Coop di Opera, che indossa una maglia della Lazio pur non essendone un tifoso, si lancia invece in un’analisi di ampio respiro: "Vent’anni fa, il capo della grande compagnia francese Axa, Claude Bébéar, sosteneva che non ci potesse essere integrazione tra assicurazione e credito. Il mondo è cambiato e oggi la bancassurance è quanto mai attuale: quindi sono favorevole all’integrazione Unipol-Bnl, anche se sono un po’ preoccupato per il livello d’indebitamento del futuro conglomerato finanziario".

            Dall’altoparlante dello Spazio Coop escono le note di ‘Help’ e il direttore dello sviluppo di Coop Lombardia, Daniele Ferré, spiega perché i lombardi non sono stati generosi nell’aiutare l’iniziativa di Consorte: "È un fatto di priorità: non crediamo che la conquista della Bnl debba essere in cima ai nostri pensieri. Noi lombardi vediamo come più impellenti altri tipi di impieghi. Come l’acquisizione di altre catene di supermercati e l’accelerazione di attività nel campo delle cooperative di produzione e lavoro". Ha ragione Giuliano Amato, allora, quando dice che le coop avrebbero potuto spendere in altro modo i loro quattrini? "No", replica il dirigente, "Amato non ha ragione perché lui di fatto sostiene che le coop non abbiamo l’idoneità nel fare un’operazione del genere. Invece l’idoneità ce l’abbiamo eccome: eventualmente, il problema è quello della opportunità". Sulla stessa lunghezza d’onda il responsabile del settore soci e consumatori di Coop Lombardia, Fulvio Bella: "Va respinta l’idea che le cooperative debbano avere un ruolo marginale nell’economia. Ciò detto, è chiaro che un’operazione di queste dimensioni non va presa sottogamba. Anche perché è la prima volta che l’Unipol cerca di conquistare una preda così grossa".

            Intimoriscono le dimensioni della Bnl, che in Borsa vale molto di più dell’Unipol, non piacciono troppo Chicco Gnutti né gli immobiliaristi che hanno venduto o venderanno le azioni Bnl alla Unipol: però il consenso per Consorte sembra di tipo bulgaro, nella platea dei cooperatori doc schierati alla Festa dell’Unità. Soprattutto i più anziani lo conoscono da una vita e lo ritengono un manager tosto e che sa il fatto suo. L’ex presidente di Coop Lombardia, Antonio Bertolini (che si dichiara soddisfatto dell’investimento in obbligazioni Unipol), si augura che l’operazione vada in porto e del presidente dell’Unipol dice: "È bravo e ha la testa sulle spalle". Concorda Piero Giovannollo, capo dell’ufficio comunicazione: "La vedo come una grande opportunità e Consorte è abile: speriamo che porti benefici per tutti". Grembiule da volontario di cucina in uno dei tanti ristoranti della festa, anche Maurizio Cavazzan, responsabile Affari generali di Coop Lombardia, vota sì alla conquista di Bnl e incrocia le dita: "L’idea è ottima, certo ci vogliono un sacco di soldi. Mi auguro che a Bologna abbiano fatto i conti perbene". Il dissidente Peri torna all’attacco: "Dicono che con l’integrazione ci saranno vantaggi, ma intanto perché l’Unipol non viene incontro davvero ai soci delle coop? Ma lo sa che a Como noi abbiamo ottenuto condizioni migliori da una compagnia concorrente, che con le cooperative non c’entra niente?".


                Occhio al portafoglio

                Per la Holmo, la finanziaria attraverso cui la Lega delle cooperative controlla la Finsoe, che a sua volta ha la maggioranza della Unipol, la scalata alla Bnl significa un impegno di 574 milioni. Non tutti i soci della Holmo hanno aderito però all’appello della Unipol con lo stesso entusiasmo. Unicoop Firenze, per esempio, che della Holmo aveva il 2,85 per cento, non ha sborsato un euro.
                Mentre Coop Lombardia (che deteneva il 4,126 per cento della Holmo) ha deciso di partecipare mettendo sul piatto una cifra poco più che simbolica. Dopo la ricapitalizzazione nella Finsoe cresce il peso complessivo delle coop e scende quello del gruppo Mps e di JP Morgan.