Como. Vigilantes, salari migliori

09/07/2003






    Laghi – mercoledì 9 luglio 2003

    Vigilantes, salari migliori



    COMO — Le seicento guardie giurate attive sul territorio provinciale hanno un nuovo contratto di lavoro. L’accordo è stato siglato fra i sindacati e i quattro istituti di vigilanza locali: La Vedetta Lombarda, La Vedetta 2, La Metropol Cittadina e SicurItalia Ilvi Argus. L’intesa programmatica e salariale è stata presentata ieri pomeriggio nella sede lariana della Cgil.
    Il nuovo contratto migliora le condizioni economiche dei numerosi vigilantes impegnati quotidianamente in piantonamento delle banche, trasporto valori e pattugliamento notturno. Previsto un premio di produttività a livello provinciale di 65 euro all’anno e cui poi si aggiungeranno incentivi concordati con i singoli istituti per un massimo di 285 euro all’anno per coloro che svolgeranno almeno 250 giorni lavorativi nell’arco dei dodici mesi. Previsto inoltre un aumento dei ticket per il pasto che, per gradi, da oggi al 2006 passeranno da 3,62 a 4,70 euro per i lavoratori dal primo al quarto livello. Incremento anche per quelli al quinto livello da 1,55 a 2,35 euro entro il 2006 e introduzione per la prima volta dei buoni pasto anche per quelli assunti al sesto livello.
    «Questo nuovo contratto è un positivo passo avanti per questa categoria di lavoratori sottoposta a pesanti e stressanti turni per uno stipendio che in media non supera i mille euro al mese – dice Giovanni Fagone della Cgil -. Senza trascurare poi il fatto che svolgono un lavoro che comporta parecchi rischi per la loro incolumità fisica. Una categoria di lavoratori che per incrementare i propri guadagni non risparmiano la fatica e svolgono un gran numero di ore straordinarie».
    Al di là degli aspetti strettamente economici, il nuovo contratto prevede anche l’istituzione di una commissione territoriale fra le organizzazioni sindacati e gli istituti di vigilanza. Un tavolo di confronto per analizzare la situazione di un comparto in cui la concorrenza fra aziende è molto agguerrita. Le due parti si sono assunte l’impegno di una verifica su programmazione, dotazione tecnologica, organizzazione del lavoro, applicazione della legge 626, formazione professionale: un arcipelago di problematiche su cui sindacati e istituti dialogheranno in futuro. Ci sono poi altri punti caldi: i nuovi rischi legati alle patenti a punti che potrebbero penalizzare questa categoria di lavoratori, l’abolizione dei requisiti del porto d’armi e della cittadinanza italiana come prevedono le nuove direttive imposte dall’Unione europea e che nel giro di qualche tempo dovranno portare a una modifica del contratto nazionale di categoria.


    Pa.Ma.