Como. Commercio, dipendenti in sciopero

15/11/2007
    mercoledì 14 novembre 2007

    Pagina 15

      Commercio, dipendenti in sciopero
      L’appello: «Sabato niente shopping»

        «Sabato prossimo non andate a fare la spesa e rinunciate allo shopping». È l’inedito appello che i sindacati del settore commercio hanno deciso di rivolgere a tutti i cittadini comaschi, come segno di solidarietà nei confronti dello sciopero nazionale del settore proclamato per lo stesso giorno. Filcams-Cgil, fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno infatti indetto una giornata di mobilitazione in tutta Italia per rivendicare il rinnovo del contratto, scaduto il 31 dicembre scorso, ma chiedono anche ai clienti di negozi e ipermercati di sostenere la loro protesta in un modo tangibile.

        «Stiamo distribuendo in questi giorni un volantino ai consumatori per spiegare nel dettaglio le ragioni dello sciopero – dice il segretario della Fisascat-Cisl, Antonio Mastroberti – e per chiedere di ?fermare i carrelli?. Abbiamo scelto il sabato perché è senza dubbio il giorno di maggior affluenza negli esercizi commerciali e nei supermarket».

        La mobilitazione prevede inoltre, sempre per sabato, un presidio con volantinaggio nel parcheggio dell’ipermercato «Bennet» di Montano Lucino, a partire dalle 10,30: «Si tratta della più grande azienda commerciale sul nostro territorio ? spiega Alessandro Tarpini, segretario comasco della Filcams-Cgil ? ma rappresenta anche un luogo in cui le condizioni di lavoro sono particolarmente degradate. Certamente è un simbolo dello scontro in atto; abbiamo infatti deciso di scioperare anche perché la precarietà nel settore del commercio sta raggiungendo ovunque livelli assolutamente inaccettabili. La domenica, per fare un esempio, ormai è diventata un giorno lavorativo al pari degli altri».

        Il motivo principale della protesta è comunque legato al rinnovo del contratto nazionale di lavoro: «Vogliamo un aumento di 78 euro mensili da raggiungere in due anni, per tutta risposta Confcommercio il 25 settembre scorso ha strumentalmente abbandonato il tavolo delle trattative dopo sette mesi di confronto. Si tratta di un episodio senza precedenti ? sostiene Tarpini ?, di fronte al quale non potevamo che reagire in questo modo. Dopo due anni e mezzo torniamo dunque a scioperare.

        La controparte – prosegue il sindacalista – vorrebbe una flessibilità ancora maggiore, mentre noi pretendiamo più diritti per chi lavora part-time, per gli apprendisti e per chi ha un contratto a termine. Non è un caso che Confcommercio non abbia sottoscritto il ?protocollo sul welfare? del 23 luglio scorso, sta prendendo piede una gestione della flessibilità non più contrattata con le organizzazioni sindacali e a questo non possiamo che opporci con forza».

        In provincia di Como lavorano nel settore del commercio quasi 100mila addetti, per la maggior parte donne: «Il settore che rappresentiamo è molto diversificato – evidenzia il segretario di categoria della Cgil – Si va dalla grande distribuzione all’informatica, tuttavia posso dire che ci aspettiamo una buona adesione allo sciopero negli ipermercati. Come sempre, sarà invece molto più difficile che incrocino le braccia i dipendenti dei negozi del centro cittadino o delle realtà più piccole, dato che lavorano a tu per tu con il titolare e possono essere sottoposti a ricatti. Si tratta solitamente di esercizi con un massimo di due-tre lavoratori». Le tre sigle sindacali chiedono ai dipendenti delle imprese che al sabato restano chiuse (quelle del terziario avanzato, le aziende commerciali ecc.) di scioperare nella giornata di venerdì 16, anche in questo caso per l’intero turno.

        Michele Sada