Como. Cisl: «Apriamo una vertenza nazionale»

12/04/2006
    CORRIERE DI COMO
    marted� 11 aprile 2006

    Sezione: Primo piano

      IL CASO

        La Cisl sul personale Bennet:
        �Apriamo una vertenza nazionale�

          Il segretario Fisascat: �� giunto il momento di dire basta a certi modi di governare il personale�

            La questione Bennet diventa un caso nazionale. Dopo le iniziative messe in campo sin dalla fine dello scorso anno dalla Filcams Cgil di Como e relative, in particolare, alla ‘consuetudine’ di far timbrare ai dipendenti il cartellino 14 minuti prima dell’inizio del normale orario senza riconoscere loro in busta paga lo straordinario, adesso tocca alla Cisl e alla categoria di riferimento, la Fisascat.

            Ieri mattina, in una conferenza stampa convocata nella sede di via Brambilla, il segretario nazionale della Fisascat, Pietro Giordano, ha usato parole durissime contro il gruppo dirigente dell’azienda comasca di grande distribuzione. Ha infatti parlato di �lesione continua dei diritti dei lavoratori�.

            �Bennet – ha spiegato Giordano – � ormai un’impresa che si estende in tutto il Nord del Paese. Ha oltre 7mila dipendenti ed � giunto il momento di dire basta a certi modi di governare il personale. Bennet comprime i diritti dei dipendenti per abbassare i costi d’impresa e in questo modo non soltanto riduce in modo arbitrario il salario dei lavoratori, soffocandone la dignit�, ma gioca in modo scorretto nei riguardi della concorrenza�.

            Un affondo pesantissimo, quello di Pietro Giordano, che insiste: �Quella con Bennet non � pi� una vertenza locale ma nazionale. C’� un problema di rispetto del contratto nazionale. Abbiamo chiesto e ottenuto dall’azienda la disponibilit� di incontrarci a un tavolo nazionale. Speriamo di poter fissare una data al pi� presto�.

            �Nessuno scontro ideologico�, spiegano in coro i dirigenti della Fisascat Cisl. �I problemi sono molto concreti – dice ancora Giordano – Qualche esempio: Bennet non versa i contributi agli Enti Bilaterali Commercio e Turismo (organismi bipartisan per la formazione professionale da cui l’impresa di Montano � uscita, ndr) con un risparmio di 6 euro al mese per ciascun dipendente, vale a dire oltre mezzo milione di euro all’anno. E ancora, non riconosce le ferie nel periodo di malattia, risparmiando migliaia di giornate di lavoro�.

            �Vogliamo l’applicazione del contratto – conclude Giordano – altrimenti metteremo in atto ogni azione necessaria, compresa una massiccia campagna di informazione all’utenza. Sia chiaro, non stiamo parlando di boicottaggio, ma della necessit� che i clienti Bennet sappiano quale sia la reale situazione dei lavoratori�.

              Antonio Mastroberti, segretario provinciale della Fisascat, spiega i motivi che hanno spinto la Cisl a prendere in mano la bandiera della questione Bennet dopo che la Cgil aveva condotto una campagna in questa direzione. �La Cisl si occupa di Bennet sin dalla nascita con iniziative di ogni genere per chiedere il rispetto dei diritti dei lavoratori. Noi crediamo molto nell’unit� sindacale e vogliamo collaborare con la Cgil, ma riteniamo che si debba andare oltre la tutela dei singoli. C’� una violazione generale dei diritti e la discussione deve essere ampia, nazionale. Non � pi� tollerabile che si mantengano queste condizioni di lavoro nel Nord del Paese�.

                Dario Campione