Commesse, una Pasqua di passione

29/03/2011

Firenze – «MENTRE a Pasqua Renzi e famiglia sono a messa, io sono afare la commessa»: e siamo a Pasqua. «Grazie al sindaco rottamatore non esiste più lafesta del lavoratore»: e si passa al Primo Maggio. Con questi cartelloni sfoderati ieri in consiglio comunale inizia tra le commesse del centro la guerra contro le prossime festività in cui dovranno lavorare.
La battaglia parte da Pasqua. «E` laprimavolta quest` anno che i negozi del centro staranno aperti. Avrebbero potuto farlo anche prima ma c`era un accordo per stare chiusi. Ora, conla liberalizzazione del Primo Maggio e la convinzione di questa giunta che comprare sia indispensabile, le pretese dei commercianti sono aumentate. Per questo ce l`abbiamo con Renzi» , spiega Francesca. Fa parte del gruppo di commesse della Rinascente e di Benetton che ieri era- no in consiglio. Ci torneranno, a turno, ogni lunedì. «E non dica Renzi che è la Cgil – aggiunge Francesca – Siamo un gruppo di base, non iscritte a nessun sindacato, ci chiamiamo `Giù le mani dai festivi`».
Non è solo questione di feste trasformate in giorni di lavoro. «Saltano anche i diritti più elementari, come quelli alla malattia e alle ferie. Ormai nel commercio non si vuole più rispettare nessuna regola», accusa Enrico Talenti della Filcams Cgil. Mostrala foto dell`annuncio affisso in bacheca dalla catena di grande distribuzione Stefan, 800 dipendenti in Toscana e 11 negozi in provincia di Firenze: «Da ora in poi sarà pagato solo chi viene a lavorare. Ferie, permessi o finte malattie saranno considerate assenze ingiustificate. Chi trova un lavoro migliore se ne può andare». La Cgil sta pensando a azioni legali contro la catena. «Non si era mai vista tanta brutalità – commenta Talenti – Oltretutto Stefan apre sempre, anche quando non potrebbe come il 17 marzo scorso quando la giunta non aveva autorizzato i negozi fuori dal centro. Se beccati, preferiscono pagare lamulta». Ma torniamo a Pasqua. «E` domenica e la domenica, se le aziende in centro lo vogliono, noi siamo obbligate a lavorare. Senza neanche una maggiorazione come si deve, ma solo del 15% che se ne va tutto in tasse e su una paga già bassa», protesta un` altra Francesca, questa commessa di Zara. Li nei due negozi, una quarantina di dipendenti ognuno, la sindacalizzazione è alta. «Siamo quasi tutte di sinistra e della Cgil – racconta Francesca – Ma tra i lavoratori del centro per colpa di Renzi la sinistra è in cattive acque. Siamo disilluse. Io l`avevo votato il sindaco, mi piaceva, speravo in un rinnovamento, ma mi è caduto. Se rinnovamento significa considerare la compera di una maglietta più importante della vita di chi già lavora tanto e pesso hai figli a casa, far passare i negozi come un servizio pubblico essenziale, quasi si trattasse di ospedali dove peraltro a Pasqua si fanno solo le urgenze, e far trascorrere la domenica ai bambini delle clienti tra i vestiti invece che al parco, bene allora questa sinistra non ci piace. E non rivoteremo il sindaco». Non sono tenere da Zara neanche con il oresidente della Toscana, Rossi: «Gli abbiamo consegnato 50 mila firme per chiedere una nuova legge regionale sul commercio, non l`abbiamo ancoravista». Rossi manda a dire che la giunta ci si sta lavorando e che licenzierà una proposta entro aprile. Le uniche in centro che pare salveranno la Pasqua festiva sono le commesse diCoin: «Avevamo un accordo con il vecchio direttore a restare chiusi. Venerdì incontriamo il nuovo e crediamo che lo manterrà. Altrimenti scioperiamo, come sciopereremo il Primo Maggio».