Commesse, si va verso lo sciopero il Primo maggio

15/04/2011


Non basta ai sindacati la proposta di Renzi ai negozi («lavorino solo dipendenti volontari») Gramolati (Cgil): «Un errore negare la festa»

Firenze – Il grande gelo si scioglie. Ma nella sostanza le posizioni restano divise, nonostante le aperture. In concreto, si va verso lo scio- pero delle commesse dei negozi del centro il Primo Maggio. È il risultato dell`incontro tra il sindaco Matteo Renzi, il suo vice Dario Nardella e i rappresentanti dei sindacati di categorie di Cgil, Cisl e Uil. Oggetto del summit, il Primo maggio. Ai nastri di partenza, il Comune in un`ordinanza vuole dare facoltà ai negozi del centro di tenere aperti, come l`anno scorso. I sindacati sono contrari perché ritengono che «nel giorno della festa dei lavoratori tutti devono riposare». Renzi prova ad aprire: si dice pronto a chiedere ai negozi che decidono di aprire di far lavorare solo personale «volontario» (insomma, i dipendenti siano liberi di scegliere) e propone l`opportunità di assumere lavoratori interinali solo per quel giorno. Un`apertura che però ai sindacati non basta: loro chiedono il ritiro dell`ordinanza "incriminata". E sono pronti a indire lo sciopero delle commesse per il Primo maggio. Renzi spiega che formalizzerà loro, per iscritto, la sua proposta tra oggi e domani: ma se, come pare, non cambierà la sostanza, scatta lo sciopero. Spiega Barbara Orlandi della Filcams Cgil di Firenze: Al Primo maggio cade di domenica, mentre il giorno prima c`è la Notte bianca, come l`anno scorso, ci dispiace per l`eventuale sciopero, ma vogliamo il ritiro dell`ordinanza sull`apertura dei negozi. C`è un problema di forte ricattabilità delle lavoratrici che non si può ignorare, nonostante le proposte del sindaco. L`incontro è stato civile, siamo stati ricevuti in un clima positivo, c`è stato un confronto franco, mentre l`anno scorso Renzi non volle incontrarci. Il problema è che sulla questione c`è un disagio reale di commesse e lavoratori».
Intanto, sul tema detta la linea anche il segretario toscano della Cgil Alessio Gramolati: «C`è qualcuno che pensa di no, ma noi continuiamo a credere che il primo maggio, come altre feste importanti di questa Repubblica, diano l`identità di un popolo e siano feste, non solo occasioni di riposo». Sul caso Firenze, Gramolati aggiunge: «Viene negata sia la festa che il riposo. Io penso che sia un errore: d`altra parte c`è il tempo per rimediare, e c`è soprattutto la possibilità di scrivere una nuova norma che dia la possibilità alle persone di festeggiare coi propri cari una delle feste più belle del nostro Paese». Anche a Palazzo Vecchio c`è chi prova ancora a convincere il sindaco a ritirare l`ordinanza della discordia. Dopo la presa di posizione del consiglio regionale a favore della limitazione delle deroghe comunali per l`apertura dei negozi nelle giornate delle festività, i consiglieri comunali Tommaso Grassi e Valdo Spini (Lista Spini) e Ornella De Zordo (Per Unaltracittà) depositano una mozione per chiedere alla giunta di tenerne conto. Valdo Spini, dopo aver ricevuto una delegazione di Cgil, Cisl e Uil, precisa: «Sono particolarmente colpito dal fatto che
quest`anno il Primo maggio cade di domenica e che quindi in un colpo solo sarebbero abolite due festività».