Commercio: Via libera al nuovo contratto

05/07/2004

        Sabato, 3 Luglio 2004

        Commercio
        Via libera al nuovo contratto
        Roma
        Via libera al nuovo contratto per i lavoratori del commercio, rientra lo sciopero dei supermercati indetto per oggi. Per oltre un milione e mezzo di persone occupate nei negozi, supermercati e in genere nella distribuzione commerciale la busta paga di luglio sarù un po’più pesante. In compenso arrivano nuove regole sulla flessibilità a partire dai contratti a termine e dal part time.

        Determinante per l’accordo la mediazione del presidente della Confcommercio, Sergio Billé, dopo che per due volte il contratto era saltato in dirittura d’arrivo.

        L’intesa, arrivata a 18 mesi dalla scadenza del vecchio contratto, prevede un aumento salariale di 125 euro oltre ai 14,46 già erogati in busta paga a gennaio 2003 e una una tantum di 400 euro. Sui contratti a termine la mediazione prevede che siano sostanzialmente liberalizzate le causali (come prevede la riforma del mercato del lavoro) ma che sia fissato un tetto (il 28\% tra contratti a termine e lavoro interinale). Soddisfatti i sindacati che sottolineano come si sia riusciti a fare un buon contratto nonostante le tante interferenze a partire da quella del ministro del Welfare Roberto Maroni (che aveva chiesto di applicare nel contratto le norme della legge Biagi di riforma del mercato del lavoro).

        - BUSTA PAGA: L’aumento medio a regime per il periodo 2003-2006 sarà di 125 euro, oltre ai 14 già erogati in busta paga a cui vanno aggiunti 8,50 euro a carico delle imprese per l’assistenza integrativa. L’aumento economico sarà erogato in quattro tranche: 35 euro da luglio 2004; 37 euro da dicembre 2004; 23 euro da luglio 2005 e 30 euro da settembre 2006. È prevista anche una «una tantum» di 400 euro sarà erogata per 250 euro a luglio 2004 e per 150 euro a gennaio 2005. A marzo è prevista una verifica sul primo biennio.

        - CONTRATTI A TERMINE: Sarà prevista un’unica causale recependo nella sostanza lo spirito della legge di riforma del mercato del lavoro. Sarà però previsto un «tetto» per i contratti a termine che potranno essere utilizzati solo per il 20% della forza lavoro (il precedente contratto era il 10%). Oltre a questa sarà possibile utilizzare i contratti interinali per il 15% della forza lavoro ma il complesso delle due fattispecie non potrà superare il 28% del personale (prima era il 23%). Da queste percentuali sono escluse le nuove attività per le quali sarà possibile, almeno il primo anno, utilizzare i contratti a termine senza tetto. Per il secondo anno di attività sarà invece necessario, se si vuole prorogare la deroga al tetto, un accordo con i sindacati. Sono anche esclusi dal tetto per le assunzioni a termine quelle in sostituzione delle persone che hanno diritto alla conservazione del posto come quelle in malattia o in maternità.

        - PART TIME: è stato previsto, «il diritto di priorità» sul passaggio a tempo pieno per i lavoratori già in organico in caso di nuove assunzioni. Il passaggio a part time resta volontario così come è volontario il ricorso al lavoro supplementare. I sindacati sono soddisfatti. «Abbiamo arginato – ha detto il segretario generale della Filcams-Cgil Ivano Corraini – i danni che avrebbe comportato la legge Biagi». «È un buon contratto che garantisce i diritti dei lavoratori» – aggiunge il uno della Fisascat Cisl, Gianni Baratta .