Commercio, via al nuovo contratto

05/07/2004
          Sabato 3 Luglio 2004
      L’intesa riguarda un milione e mezzo di addetti occupati nei supermercati, negozi e rete distributiva
      Commercio, via al nuovo contratto
      Aumenti in busta paga da luglio. In arrivo assunzioni a termine e part time
      di GUGLIELMO QUAGLIAROTTI

      ROMA – Per la galassia del commercio si è concluso ieri un periodo di tensione sindacale, dopo la firma per il rinnovo del contratto del settore che interessa un milione e mezzo di lavoratori dipendenti. In conseguenza dell’accordo che, per la prima volta, come sottolinea anche la Confcommercio, «recepisce la lezione migliore della riforma Biagi», è stato revocato lo sciopero proclamato dai sindacati per le giornate di venerdì e sabato. L’intesa, raggiunta grazie ad una mediazione del presidente della Confcommercio Sergio Billè, prevede un aumento medio a regime, per il periodo 2003-2006, di 125 euro oltre ai 14 già erogati in busta paga e oltre a 8,50 euro per l’assistenza integrativa. Inoltre è prevista l’«una tantum» complessiva di 400 euro. L’aumento economico sarà erogato in quattro tranche: 35 euro da luglio 2004; 37 euro da dicembre 2004; 23 euro da luglio 2005 e 30 euro da settembre 2006, mentre l’una tantum sarà erogata per 250 euro a luglio 2004 e per 150 euro a gennaio 2005.
      «L’accordo – ha riferito il segretario generale della Uiltucs Bruno Boco – è stato possibile grazie alla mediazione del presidente della Confcommercio, Sergio Billè che ha proposto una lieve rimodulazione degli aumenti (spostamento di 3 euro nel secondo biennio e anticipo di 50 euro dell’una tantum a luglio di quest’anno) e sulla proposta sui contratti a termine». In particolare sui contratti a termine – ha spiegato Boco – sarà prevista un’unica causale che contiene «praticamente tutte le fattispecie» recependo nella sostanza lo spirito della legge di riforma del mercato del lavoro. Sarà però previsto un «tetto» per i contratti a termine che potranno essere utilizzati solo per il 20% della forza lavoro (il precedente contratto era il 10%). Oltre a questa sarà possibile utilizzare i contratti interinali per il 15% della forza lavoro ma il complesso delle due fattispecie non potrà superare il 28% del personale (prima era il 23%). Da queste percentuali, spiega ancora Boco, sono escluse le nuove attività per le quali sarà possibile, almeno il primo anno, utilizzare i contratti a termine senza tetto. Per il secondo anno di attività sarà invece necessario, se si vuole prorogare la deroga al tetto, un accordo con i sindacati. Sono anche esclusi dal tetto per le assunzioni a termine quelle in sostituzione delle persone che hanno diritto alla conservazione del posto come quelle in malattia o in maternità. Infine per il part-time viene previsto, così come richiesto dai sindacati, «il diritto di priorità» sul passaggio a tempo pieno per i lavoratori già in organico in caso di nuove assunzioni. Intanto, mentre sul fronte del commercio torna la pace, a scendere sul piede di guerra tornano gli artigiani della Cna. «La cosiddetta manovrina – afferma il presidente Ivan Malavasi – si traduce in una drastica riduzione del finanziamento già destinato dalla legge ai Patronati per 129 milioni di euro per l’anno 2005. La sorpresa – spiega il presidente della Cna – sta nel fatto che mentre si effettuano questi tagli, si aumentano i contributi sociali ai lavoratori dipendenti, agli artigiani, ai commercianti e ai coltivatori diretti esattamente per la quantità tagliata In questo modo si rischia l’effetto retromarcia per l’economia e per le piccole imprese in particolare».