Commercio, via al contratto

03/07/2004


         
         
         
         
        Numero 158, pag. 5 del 3/7/2004
        Autore: di Filippo Caleri
         
        Commercio, via al contratto
        In busta paga 125 € in più
         
        Scongiurato all’ultimo lo sciopero. L’apprendistato passa da 24 a 48 mesi.
         
        Arriva il nuovo contratto per il settore del commercio. Il milione e mezzo di lavoratori che lo aspettavano troveranno in busta paga un aumento medio di 125 euro, a regime nel 2006, che si aggiungeranno ai 14 euro già corrisposti. Previsti anche 8,5 euro per l’assistenza sanitaria integrativa e una somma una tantum complessiva di 400 euro. L’accordo raggiunto nella tarda notte di giovedì scorso tra i sindacati di categoria (Cgil, Cisl e Uil) e la Confcommercio introduce nuove regole anche nella parte normativa. Si allungano i tempi del contratto di apprendistato che passa da 24 a 48 mesi, il contratto di inserimento sostituisce l’istituto della formazione e lavoro. E viene liberalizzato l’utilizzo del contratto a termine e di somministrazione di lavoro a tempo determinato. Con un solo limite: non potranno essere applicati a una percentuale di addetti superiore al 28% dell’organico. L’intesa raggiunta fa rientrare lo sciopero del comparto indetto per oggi e per domani da parte delle organizzazioni sindacali. Di seguito i punti salienti del testo in dettaglio.

        Parte economica. L’aumento complessivo di 125 euro sarà erogato in quattro tranche: 35 euro da luglio 2004; 37 euro da dicembre 2004; 23 euro da luglio 2005 e 30 euro da settembre 2006. L’una tantum invece, arriverà in busta paga in due momenti: 250 euro a luglio 2004 e 150 euro a gennaio 2005.

        Apprendistato. Si allungano i tempi del contratto per gli apprendisti che potrà avere una durata di 48 mesi rispetto ai 24 della precedente disciplina.

        Part-time. Viene riconosciuto il suo ruolo positivo per l’incremento del tasso di occupazione e per la sua capacità di contemperarsi con vari percorsi di vita: donne lavoratrici e studenti lavoratori, in particolare. Da una parte sono state riconosciute ai lavoratori del terziario alcune tutele di base, per consentire per esempio la trasformazione del rapporto da tempo parziale a tempo pieno. Dall’altra non viene penalizzata economicamente l’impresa che chiede al lavoratore ore di lavoro supplementare o una diversa articolazione dell’orario, attraverso le cosiddette clausole elastiche e flessibili.

        Contratti a termine e di somministrazione di lavoro a tempo determinato. Viene liberalizzata completamente la possibilità di ricorrere a questi strumenti, nell’ambito però di un’aliquota complessiva del 28% del personale. Un limite che può essere ignorato quando questi rapporti di lavoro sono attivati per le start-up aziendali oppure per sostituzione di lavoratori assenti.

        Sicurezza sociale. L’accordo istituisce l’assistenza sanitaria integrativa e rafforza la contribuzione destinata alla previdenza complementare attraverso il fondo di settore (Fon.Te).

        I commenti. Positivo il giudizio sull’intesa da parte dei sindacati. ´Si tratta di un accordo sofferto che si è sbloccato grazie all’intervento del presidente della Confcommercio, Sergio Billè, che ha permesso un lieve aumento e sulla proposta dei contratti a termine’, ha detto il segretario generale della UilTucs, Bruno Boco. La conclusione del contratto del commercio è largamente positiva per la Cisl, il cui segretario confederale, Giorgio Santini, ha detto: ´Un accordo particolarmente significativo perché arriva a conclusione di un vero e proprio percorso a ostacoli nel quale molti soggetti e, purtroppo, anche il governo hanno ostacolato fino all’ultimo una positiva conclusione’. L’intesa sul contratto ha fatto da apripista ai settori collegati. Ieri è stato firmato il Contratto collettivo nazionale di lavoro per la distribuzione cooperativa che sarà applicato a 65 mila dipendenti. (riproduzione riservata)