Commercio, verso il contratto separato

21/06/2004






      sabato 19 giugno 2004



        «Dobbiamo riflettere con le strutture direttive». Pezzotta: spero si presentino all’incontro di lunedì
        Commercio, verso il contratto separato
        A sorpresa la Cgil annuncia: non parteciperemo al vertice per la firma
          ROMA – Tensione tra i sindacati confederali sul rinnovo del contratto del commercio che rischia ora l’accordo separato. Ieri, quando ormai la firma sembrava cosa fatta, la Filcams-Cgil ha chiesto «una pausa di riflessione interna» manifestando la propria «indisponibilità all’incontro di lunedì 21 giugno» e dicendosi pronta all’incontro di giovedì 24. La richiesta di sospensione è stata motivata con la necessità di riunire il comitato direttivo il 22 e 23 giugno. Ma gli altri due sindacati, Fisascat (Cisl) e Uiltucs, hanno deciso di partecipare ugualmente all’incontro di lunedì proposto dalla Confcommercio.

          La rottura non riguarda tanto la parte economica del contratto quanto quella procedurale. Il contratto del commercio è scaduto da 18 mesi. Per questa ragione la trattativa ha riguardato tanto il recupero del biennio, tanto il nuovo biennio 2005-2006. L’offerta della Confcommercio è stata unica: 115 euro medi mensili. Ma secondo la Filcams, la Confcommercio opererebbe in dispregio dell’accordo del ’93 in quanto annullerebbe di fatto un biennio contrattuale e eviterebbe così di considerare il recupero del differenziale d’inflazione nel primo biennio.

          La Cisl comunque si augura che la Filcams-Cgil ritorni sulla sua decisione. Ad affermarlo il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, che chiede di non dare interpretazioni politiche della scelta della Filcams. Se invece a bloccare il negoziato fosse stata la confederazione di Corso Italia, dice Pezzotta, «non sarebbe un bel segnale». Il timore della Cisl è che la Cgil stia subendo le pressioni della sua ala più oltranzista. «Abbiamo fatto tutto unitariamente – ha detto Pezzotta all’Ansa – riteniamo ci siano le condizioni per chiudere il contratto. Se la Cgil la pensa in un altro modo, ne prendo atto. Io tendo a vederla come una questione che riguarda la categoria. Penso che sia ancora possibile trovare convergenze. È la categoria che deve andare al tavolo, spero che lunedì vadano all’incontro».


          «Non è rottura, abbiamo solo chiesto tempo. Ma è grave che due organizzazioni di categoria si presentino alla trattativa da sole, senza la terza sigla» dice il segretario generale della Filcams-Cgil, Ivano Corraini all’Adnkronos.


          L’eventuale rottura e il conseguente accordo separato getterebbe una luce negativa sull’unità sindacale ma metterebbe anche in grande difficoltà la Confcommercio che dovrebbe prepararsi a una stagione di conflittualità. «Non capisco perché la Cgil respinga la soluzione fin qui ipotizzata per il rinnovo del commercio e invece sottoscriva un accordo-fotocopia con le cooperative» dice Gianni Baratta della Fisascat. Le spiegazioni arriveranno forse mercoledì 23 quando i leader delle tre confederazioni si vedranno per delineare un’eventuale strategia comune a tutto campo.

      A. Bac.