Commercio: Up Crai divorzia dalla centrale Sirio

25/01/2001

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Giovedì 25 Gennaio 2001
italia – economia
pagina 12

Commercio: Si rompe l’alleanza negli acquisti con le catene Sigma e Pick.
Up Crai divorzia dalla centrale Sirio

MILANO Nuova «scossa di terremoto» nel mondo delle centrali d’acquisto di cui fanno parte i gruppi che associano per lo più imprenditori commerciali indipendenti. Il gruppo distributivo Crai ha recentemente fatto marcia indietro dalla centrale acquisti Sirio, ossia dall’alleanza commerciale con Sigma e Pick Up-Unvo (con un volume d’affari globale alla vendita intorno ai 10mila miliardi), e ha deciso di procedere in autonomia riorganizzando la funzione dei contratti di fornitura.

A questo scopo è stata costituita la Secom, ossia la struttura del gruppo Crai (che associa dettaglianti indipendenti e Cedis, sotto un’unica insegna) che curerà la politica con l’industria di marca. Attualmente — come sottolinea il presidente del Crai, Sandro Fedeli — il gruppo conta 550 supermercati, 765 piccoli supermarket di quartiere (le cosiddette superette) e circa 2mila negozi al dettaglio di minori dimensioni. Tre gli ipermercati e 7 i cash & carry all’ingrosso. I soci si attestano a quota 3.325; il fatturato all’acquisto con le grandi marche si aggira sui 1.400 miliardi.

Nello stesso tempo il gruppo Crai sta procedendo a un restyling dell’insegna e a un riposizionamento commerciale dell’intero gruppo. Il Crai punta a consolidarsi nel’area del servizio commerciale di prossimità con strutture di media superficie fortemente caratterizzate come italiane.

La superficie media dei supermarket Crai è vicina ai 600 metri quadrati; quella delle superette si attesta poco oltre i 200 metri mentre con i negozi di tipo tradizionale si scende al di sotto dei 100 metri quadrati.

La quota di mercato del Crai è stata valutata (stime AcNielsen) intorno al 4,5% del mercato nazionale dei prodotti confezionati di largo consumo (grocery). Il giro d’affari alla vendita viene valutato in 2mila miliardi per i soci e in 6mila miliardi per gli associati. La Secom sarà dunque il fulcro della politica con l’industria e ha come modello quello della mononegoziazione, che, secondo gli obiettivi del vertice Crai, dovrebbe portare a definire condizioni contrattuali più dirette con le grandi marche, evitando la riapertura del confronto sulle intese commerciali in sede locale, sotto l’ombrello dei precedenti contratti plurinegoziali.

Nel divorzio tra Crai e gli altri due partner nell’esperienza di Sirio si possono comunque cogliere i sintomi di un disagio che periodicamente affiora nell’ambito della distribuzione associata. Probabilmente affiorano le difficoltà di tenere insieme gruppi che spesso puntano ad allearsi per fare «massa critica» nei confronti dell’industria senza però raggiungere obiettivi significativi sul piano della omogeneizzazione delle organizzazioni e delle politiche di marketing. Due anni fa è infatti tramontata la più importante delle alleanze, quella che diede vita a Euromadis; oggi Selex e Interdis (ex Sidis-VéGé) vanno per conto proprio. Euromadis si era comunque collocata nelle posizioni di vertice nella graduatoria italiana per fatturato e quote di mercato. Infine, nei mesi scorsi si è sciolta Insieme a causa del divorzio tra Sisa e Mdo, anch’essi gruppi in posizioni leader e fortemente radicati sul territorio.

V.Ch.