Commercio, un 2002 nero

22/04/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
095, pag. 3 del 22/4/2003

Lo rileva la Confcommercio. Ha pesato l’andamento fiacco dei consumi.
Commercio, un 2002 nero
Risultati positivi solo al Sud

Bilancio negativo per il settore del commercio nel 2002. Lo rileva l’ufficio studi di Confcommercio che spiega come nell’anno appena terminato a fronte di 91.808 imprese iscritte si sono registrate 95.349 cessate, con un saldo negativo quindi di 3.541. Il giudizio è preoccupato, in quanto ´siamo in presenza di uno stock di cancellazioni molto elevato che ha poi determinato saldi negativi sia nel comparto del commercio all’ingrosso e degli intermediari (-1.436), sia nel comparto delle manutenzioni e riparazioni di autoveicoli (-2.107), mentre nel settore al dettaglio il saldo è stato lievemente positivo, ma solo per poche unità (29) essendo comunque rilevante il numero delle cancellazioni (54.191)’.

Certamente, ha ricordato l’associazione guidata da Sergio Billè, quando si parla di cancellazioni occorre tener ben presente che si tratta di cessazioni amministrative che se ´per buona parte corrispondono ad una chiusura effettiva di una attività produttiva’, per altro riflettono anche ´i passaggi obbligati che alcune imprese fanno per avviare una trasformazione tecnico-giuridica verso forme organizzative più complesse. Il 2002 ‘ continua l’analisi dell’ufficio studi di Confcommercio ´ha rappresentato l’anno con il valore più alto dal 1999 segnalando come nel settore vi sia ancora una situazione critica su cui ha pesato una dinamica sostanzialmente ferma della domanda di consumo delle famiglie’.

E l’andamento fiacco dei consumi ha accentuato i processi di ristrutturazione in tutte le componenti della filiera, dall’ingrosso fino alla distribuzione finale e ha spinto alla chiusura di numerose aziende, ormai fuori mercato o interessate da processi di cancellazione. ´Va sottolineata’ ha precisato Confcommercio ´la capacità del settore di attrarre nuovi investimenti come sta a sottolineare la costante diffusione di nuove imprese che rappresentano, soprattutto nel non alimentare, una modalità per concretizzare un’opportunità di lavoro’.

Ma la vera novità è la crescita imprenditoriale del Mezzogiorno che registra più iscrizioni di nuove imprese (25.058 nel dettaglio) rispetto alle cessazioni (20.518) con un andamento che si distanzia dal Centronord dove il sistema delle imprese commerciali è sottoposto ´a maggiori tensioni competitive con indubbie conseguenze negative sulla tenuta di molte aziende, soprattutto di piccole dimensioni’. Una novità dai dati della Confcommercio arriva dalla presenza , per la prima volta in modo massiccio, della presenza di cittadini extracomunitari come titolari di imprese. ´Nel settore del commercio’ ha spiegato l’ufficio studi ´questi rappresentano una realtà molto diffusa se si pensa che circa il 35% delle oltre 34 mila nuove imprese con titolare extracomunitario operano in questo settore’.

Qualche preoccupazione anche sul fronte occupazionale,a dimostrazione che il commercio cambia anche la sua struttura, con un forte incremento dei lavoratori dipendenti, in linea con le tendenze degli ultimi anni. Nel 2002 la componente indipendente del commercio ha registrato difatti una perdita di occupati pari a 48 mila unità rispetto all’anno precedente, mentre i dipendenti sono cresciuti di 87.000 unità.