Commercio, sul contratto parti distanti

22/06/2001

 






Venerdì 22 giugno 2001

Posizioni sostanzialmente immutate dopo una giornata di
faccia a faccia.

Il confronto era stato interrotto il 9 maggio

Commercio, sul contratto parti distanti
ROMA. Dopo la brusca interruzione del 9 maggio è ripresa ieri la trattativa per il rinnovo del contratto del commercio. Sindacati e Confcommercio si sono riuniti in mattinata nel quartier generale di Sergio Billè, ma ancora in serata nessuno dei protagonistisi è spinto ad azzardare ipotesi sui tempi e sulle reali probabilità di riuscita di questa ennesima tornata di confronto.
Le posizioni, in sostanza sono rimaste ferme. La Confcommercio ha ribadito la proposta dell’una tantum a 500 mila lire a copertura del 2001 e l’offerta di incrementi salariali di 55mila lire per i primi mesi del 2002, altre 35 mila nel luglio 2002 e ulteriori 30 mila lire per il 2003. Un totale di 120 mila lire abbracciando, oltre al biennio, anche il 2003. L’allungamento della durata economica del contratto avanzata a maggio era stata bocciata dalla Filcams-Cgil, dalla Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil determinate a far valere la scadenza naturale del contratto, il 2002. Tutt’al più i sindacati potrebbero essere disponibili a ragionare anche un aumento salariale per il 2003 in base al tasso di inflazione programmata, ma solo in presenza di una clausola di salvaguardia che permetta l’adeguamento degli aumenti in caso il Dpef modificasse le previsioni sull’inflazione. Con la garanzia, cioè, di poter aggiornare il rinnovo contrattuale in caso di revisioni al rialzo del costo della vita.
Il nodo quindi non è soltanto quantitativo, ma anche qualitativo. La richiesta della clausola diventerebbe rispetto delle regole fissate con l’accordo del luglio ’93, che l’allungamento della durata del contratto così come imposta da Confcommercio tenderebbe a scardinare. Quanto alle quantità per il biennio 2001-2002, le richieste dei sindacati sono le seguenti. 115 mila lire per il biennio 2001- 2002 comprensivo del differenziale del costo della vita programmato e reale nel ’99 e 2000, più l’inflazione programmata nel 2001-2002.


 

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