Commercio, scontro sullo sciopero

28/06/2004
      Domenica 27 Giugno 2004

      PER MARONI I SINDACATI SONO «IRRESPONSABILI»
      Commercio, scontro sullo sciopero

      Roma. Il ministro del Welfare Roberto Maroni considera «irresponsabile» l’atteggiamento dei sindacati indisponibili a inserire nel contratto del commercio alcune delle flessibilità del lavoro previste dalla legge Biagi, e che hanno proclamato lo sciopero per sabato 3 luglio. Maroni chiede ai datori di lavoro di «resistere a queste pressioni» perché non ha senso chiedere riforme strutturali e poi accettare che non siamo inserite nei contratti di lavoro.
      «Sono preoccupato da ciò che sta facendo il sindacato – dice Maroni – non mi piace che abbia bloccato ogni intesa sul commercio perché non vuole applicare la legge Biagi. È un atteggiamento irresponsabile». Maroni ipotizza che sia stata la Cgil a spingere gli altri a bloccare il negoziato sulle flessibilità. «Spero che la Cisl – afferma – non si sia messa anche lei nell’ottica di boicottare la legge Biagi. Sarebbe non un ritorno al passato, ma al trapassato prossimo. Spero che Confcommercio e Confindustria sappiano resistere a queste pressioni. Fare il contratto evitando di inserire le norme che applicano la legge Biagi avrebbe come risultato di vanificare la riforma. Non si possono chiedere le riforme e poi quando si fanno, disapplicarle con il primo contratto». Maroni definisce «inaccettabile», ma «coerente» l’atteggiamento della Cgil che fin dall’inizio non ha condiviso la riforma e adesso punta a non applicarla, ma assolutamente «inaccettabile e incomprensibile» quello degli altri sindacati che hanno firmato il patto per l’Italia.
      Secondo Guglielmo Epifani invece la responsabilità della rottura è della Confcommercio: «Da 18 mesi i lavoratori del commercio aspettano il rinnovo del loro contratto; si tratta di un settore che in questi anni – spiega – ha avuto risultati positivi, ha creato reddito e valore. Ora, proprio nel momento in cui si delineava la possibilità di una intesa, la delegazione di Confcommercio fa saltare il tavolo e allontana ancora la prospettiva del rinnovo del contratto».