Commercio, sciopero il 26

17/03/2004


mercoledì 17 marzo 2004

Commercio, sciopero il 26

Nuova giornata di sciopero, venerdì 26 marzo, nel mondo del commercio: i sindacati ancora una volta uniti chiedono, per i 30 mila interessati, il rinnovo del contratto nazionale del settore terziario, distribuzione e servizi.
Il contratto, scaduto da 15 mesi, aveva già visto i lavoratori protagonisti di manifestazioni di protesta il 19 e 20 dicembre scorsi, ma la situazione, secondo Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil non è cambiata: la Confcommercio e la Faid (l’associazione delle aziende della grande distribuzione), nel corso degli incontri, hanno continuato a mantenere posizioni rigide in particolare sul mercato del lavoro. «Ci sono punti sui quali non siamo disposti a trattare – ha detto Paolo Agliardi, segretario provinciale della Filcams di Bergamo -: non accettiamo l’intenzione della controparte di precarizzare ulteriormente i rapporti di lavoro. Per questo chiediamo regole più precise in merito agli orari del part-time e pretendiamo che la flessibilità del lavoro abbia regole certe e contrattate».
Lo sciopero sarà preceduto, venerdì 19 marzo, da un presidio dei delegati e lavoratori del commercio: «Ci riuniremo, dalle 9.30 alle 12.30, alla piazzetta delle chiesa di Santa Lucia in via XX Settembre – ha spiegato Roberto Corona, segretario provinciale della Fisascat – per informare i cittadini sulla motivazione di questo sciopero ed invitarli a sostenerci non facendo la spesa il giorno della protesta. Il nostro obiettivo è sbloccare la situazione, ma contestiamo lo scambio rinnovo contrattuale-smantellamento delle tutele voluto dalle aziende».
Ma il 26 non si fermerà solo il commercio, alla protesta si uniranno anche il settore vigilanza, le imprese di pulizia, le aziende che distribuiscono farmaci, il turismo, il settore socio-assistenziale (che comunque garantirà il servizio) e i lavoratori della distribuzione cooperativa. «Il 9 marzo è ripresa la trattativa con le Associazioni cooperative – ha sottolineato Maurizio Regazzoni, segretario provinciale Ulitucs – pur apprezzando le aperture effettuate, permangono ancora distanze notevoli sul part-time e su altri aspetti normativi della nostra Piattaforma rivendicativa e inoltre non è stata avanzata alcuna proposta sulla questione relativa al salario».


Valentina Zenoni