Commercio, sciopero annunciato

16/06/2004

        Reggio Emilia

        16 giugno 2004

        CONTRATTO SCADUTO
        Tra venerdì e sabato l’agitazione dei confederali. Problema part-time.
        Interessati in 15 mila
        Commercio, sciopero annunciato

        Sciopero. Ma si tratta. L’annuncio della protesta, per il settore commercio privato, terziario, distribuzione cooperativa, è confermato: venerdì stop per i lavoratori che sono nei turni fino a venerdì; sabato per quelli che lavorano sei giorni su sette.
        Nel settore, in provincia di Reggio, lavorano 15 mila addetti in attesa del rinnovo del contratto ormai 18 mesi. Teresa Debbi, segretario di Filcams Cgil che con Fisascat Cisl e Uiltucs Uil ha indetto lo sciopero, ieri sera ha confermato: ci si ferma.
        Ma a Roma – lo sciopero nazionale – esistono forze che spingono perchè si arrivi a una soluzione e si eviti l’agitazione, un blocco che al venerdì e al sabato provocherebbe grossi problemi al settore. Staremo a vedere.
        Oggetto del contendere, anzitutto i soldi. I sindacati chiedono un aumento mensile di 107 euro per due anni. Controproposta: 81 euro per quattro anni. «Fanno il quattro per due, lo sconto in offerta» ironizza il segretario di Filcams Cgil.
        Altro nodo, il part time: nei supermercati si è al 50 per cento di dipendenti part time, che è aumentato a dismisura: solo quattro anni fa, assicura la sindacalista, si era al dieci per cento. Risultato: «Straordinari comunicati in tempi stretti, ritmi di
        lavoro massacranti che non esistono in nessun altro contratto». Anche alla Coop? «Sì, anche alla Coop. Non ci sono più le differenze di una volta, sennò come farebbero a stare sul mercato. E noi li trattiamo allo stesso modo degli altri».
        Diversissima la situazione nei negozi del centro storico: «Dove c’è un dipendente comn marito e mogli titolari hai un bello spiegare che c’è sciopero. Loro rischiano il posto. Sono in realtà i piccoli di Confcommercio, e la Confesercenti si accoda, che
        non ne vogliono sapere di questo contratto».

        Imola
        16 giugno 2004

        LA VERTENZA
        Manifestazione a Roma
        Il commercio incrocia le braccia nel fine settimana

        Il commercio torna a mobilitarsi. Dopo lo sciopero di natale 2003, i sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno indetto uno sciopero generale che riguarderà l’intero turno di lavoro di venerdì 18 giugno per le aziende
        che lavorano su cinque giorni, esabato 19 per coloro che lavoranosu sei giorni.
        La protesta, che interesserà le imprese della distribuzione commerciale e cooperativa, del terziario, dei servizi e della distribuzione farmaceutica, è stata indetta dopo 18 mesi dalla scadenza del contratto nazionale di lavoro, 8 mesi di
        trattative con le associazioni di categoria e, per la prima volta nella storia del settore, sarà accompagnata da una manifestazione nazionale a Roma, per la quale i sindacati territoriali organizzeranno dei pullman. Una mobilitazione che
        interessa oltre due milioni di lavoratori e lavoratrici italiani, di cui più di 7.000 nel territorio imolese. Salario e recupero dell’inflazione, mercato del lavoro, part-time e apprendistato, applicazione della legge 30 sul mercato del lavoro sono i punti
        caldi dei negoziati con posizioni che restano lontanissime.
        «In particolare per il part-time – spiega Sonia Bracone, segretaria Filcams-Cgil di Imola –, sia la distribuzione cooperativa sia quella commerciale, vogliono peggiorare le norme previste dall’attuale contratto nazionale introducendo, per esempio, un
        preavviso di soli due giorni per la variazione degli orari di lavoro ed eliminando il diritto di precedenza per i passaggi da part-time a tempo pieno. Un altro punto che contestiamo riguarda la proposta di dare un aumento salariale su 4 anni, anziché due bienni economici, di 100 euro comprensivi della quota di assistenza sanitaria integrativa e dell’aumento già
        erogato a partire dal 1° gennaio 2003: si parla quindi di circa 81 euro effettivi a fronte della nostra richiesta di 107 euro per il biennio (tra recupero del differenziale dell’inflazione 2001-2002 più l’inflazione attesa 2003-2004)».
        La trattativa, fanno sapere i sindacati, su questi punti continuerà quindi nei prossimi giorni, ma lo sciopero è confermato.