Commercio, saldi in libertà

03/02/2004

ItaliaOggi (Giustizia e Società)
Numero
028, pag. 28 del 3/2/2004
di Luigi Chiarello


Il ministro delle attività produttive Marzano ha annunciato il provvedimento.

Commercio, saldi in libertà

Nessun vincolo sull’orario di apertura dei negozi

Marzano passa al contrattacco sul caro inflazione, annunciando un piano per la liberalizzazione delle vendite straordinarie. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, a essere sciolti da lacci e lacciuoli normativi saranno i saldi di fine stagione, le vendite promozionali e le vendite di liquidazione; tutte iniziative commerciali che saranno liberalizzate per l’intero anno. Gli unici vincoli a restare in vigore saranno quelli relativi alle vendite sottocosto, previste dal dpr n. 218/2001. Il provvedimento riguarderà i beni a più elevato consumo sotto campagna sconto. In sostanza: abbigliamento, tessile e calzature, definiti dal decreto Bersani (dlgs 114/1998): ´prodotti di carattere stagionale o di moda suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo’. Ma la liberalizzazione interesserà anche l’arredamento, non legato a stagionalità, da sempre oggetto di campagne promozionali. E non è finita qui. Il vento del libero mercato soffierà anche sugli orari degli esercizi e sulle autorizzazioni d’inizio attività: saranno eliminate le restrizioni alle aperture domenicali e sarà praticamente liberalizzata l’apertura di nuovi negozi. Come? Attraverso un innalzamento vertiginoso delle superfici di vendita per cui basta fare una semplice comunicazione al comune. Infine, i registratori di cassa scompariranno dai banconi per cedere il passo al concordato preventivo previsto dall’art. 33 del dl 269/2003. Secondo quanto annunciato ieri dal ministero delle attività produttive, il provvedimento di liberalizzazione sarà proposto da Marzano al prossimo consiglio dei ministri (forse già oggi). Probabilmente si tratterà di uno schema di ddl su cui il capo del dicastero di via Veneto dovrà raccogliere i pareri delle regioni; a riguardo il ministro avrebbe già convocato per il 17 febbraio una riunione sulle vendite straordinarie con tutti gli assessori regionali competenti.

Registratori di cassa. Questi strumenti smetteranno di funzionare sui banconi dei negozi. Al posto degli scontrini si ricorrerà al concordato preventivo, varato dall’art. 33 del dl n. 269/2003. Il cosiddetto decretone sancisce lo stop all’obbligo di rilascio degli scontrini fiscali dall’1/1/2004; ma il dicastero dell’economia non ha ancora emanato il decreto attuativo con le modalità di presentazione della comunicazione di concordato per gli esercizi commerciali.

Orari. Verranno liberalizzati gli orari di apertura degli esercizi, con particolare riferimento alle aperture domenicali, per evitare difformità tra regioni. Il problema riguarda soprattutto le catene che, a causa delle differenti normative regionali, possono in alcune regioni aprire i loro punti vendita di domenica, in altre meno.

Autorizzazioni all’avvio. Nei comuni sotto i 10 mila abitanti basterà una semplice comunicazione al comune per aprire esercizi commerciali con superficie di vendita al di sotto di 800 mq. Nelle città sopra i 10 mila abitanti la sola comunicazione di apertura potrà coprire gli esercizi da oltre i 1.500 mq. L’onere dell’accertamento dei requisiti d’apertura spetterà alle p.a. locali che, in caso di dissenso, dovranno rispondere al negoziante entro 30 giorni dalla presentazione della comunicazione. Al di sopra di queste soglie servirà l’autorizzazione delle autorità competenti.