Commercio più garantito con il codice civile europeo

12/06/2003

ItaliaOggi (Diritto & Fisco)
Numero
138, pag. 27 del 12/6/2003
di Giovanni Lombardo


Ieri è arrivato il via libera della Commissione Ue per la stesura di una risoluzione in tema di diritto contrattuale comunitario.

Commercio più garantito con il codice civile europeo

Via libera al progetto di un codice civile comunitario. La Commissione europea ha dato incarico al consiglio competitività (il consiglio dei ministri dei paesi membri che si occupa di mercato interno, industria e ricerca) di redigere una risoluzione in tema di diritto contrattuale europeo. Il consiglio si riunirà il 22 e 23 settembre prossimo durante il semestre di presidenza italiana. L’iniziativa, che ha lo scopo di armonizzare le regole dei vari ordinamenti e favorire le transazioni commerciali dei paesi membri, si inserisce nel più ampio progetto teso ad arrivare a un sistema di diritto sostanziale comune. L’ok di Bruxelles è stato comunicato ieri al ministero delle attività produttive. ´È sicuramente uno dei progetti più ambiziosi inseriti nel programma del semestre italiano’, dice a ItaliaOggi Daniela Primicerio, responsabile della direzione generale per l’armonizzazione del mercato e la tutela dei consumatori al ministero di via Veneto.

Il processo di armonizzazione del diritto civile e commerciale degli stati dell’Unione ha preso il via con la risoluzione del 26 maggio 1989 del Parlamento europeo. La Commissione ha prima predisposto uno studio sugli ordinamenti di diritto privato dell’Ue e poi con una comunicazione ha sottoposto ai vari governi alcune alternative di base: l’astensione del legislatore comunitario da ulteriori interventi in materia e lasciare al mercato la soluzione dei problemi di armonizzazione; la promozione di un complesso di principi comuni in materia di contratti per arrivare a una maggiore convergenza degli ordinamenti nazionali; miglioramento qualitativo della legislazione esistente (per esempio, le garanzie nelle vendite per i consumatori); l’adozione di una nuova ed esaustiva legislazione a livello comunitario. Una successiva risoluzione del Parlamento europeo, datata 15 novembre 2001, propende evidentemente per quest’ultima alternativa: l’armonizzazione non può consistere nel semplice mutuo riconoscimento delle norme nazionali ma sarebbe preferibile una scelta più incisiva con uno statuto giuridico europeo da compiersi nell’arco di un decennio. Una soluzione condivisa dal governo italiano ma che ha trovato giudizi meno favorevoli da parte di alcune associazioni e gruppi di studio più propensi a interventi meno incisivi.

A sostegno del codice civile europeo, però, si è schierato anche lo Study group on european civil code, i cui lavori sono oggetto di costante attenzione da parte del consiglio nazionale forense.

´La Commissione europea finora ha proceduto con un ritmo più lento e cauto di quanto non abbia fatto il Parlamento europeo’, afferma Guido Alpa, vicepresidente del Cnf e ordinario di diritto civile all’università La Sapienza di Roma. ´La decisione di arrivare a una risoluzione sul diritto contrattuale europeo rappresenta un decisivo passo in avanti verso la stesura del codice civile europeo’.

Secondo Alpa ci sono diversi motivi per affiancare alle iniziative dirette a realizzare uno spazio economico e uno spazio giudiziario europeo, anche uno spazio di diritto sostanziale. ´L’unificazione delle regole di diritto privato’, spiega, ´è un ulteriore strumento di integrazione del mercato europeo ma rappresenta anche un’arma per salvaguardare una parte della nostra identità culturale che altrimenti sarebbe schiacciata da modelli giuridici più forti, come quello inglese, tedesco e francese’.