Commercio, patto sugli orari

19/01/2012

Tetto alle domeniche, chiusura per le festività e rispetto dei lavoratori

FORLÌ. Un tavolo provinciale di coordinamento per evitare che la liberalizzazione proposta dal Governo "cannibalizzi" il settore del commercio, scatenando una concorrenza impari tra piccola e grande distribuzione.
A chiederlo sono Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, sindacti Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil che si sono incontrati, martedì mattina nell`ufficio dell`assessore comunale Maria Maltoni, insieme alla direzione dell`Iper. All`ordine del giorno regole condivise per "ammorbidire" l`impatto di una beralizzazione selvaggia, «che nuocerebbe – dicono i sindacati – agli oltre 16mila lavoratori del settore coinvolti e allo stesso mercato». Sul piatto la conferma – avvenuta – del patto per lo sviluppo armonico del centro storico e della qualità del lavoro, firmato nell`aprile 2010, che prevedeva la limitazione delle aperture domenicali e il contributo di 100mila euro all`anno, per un triennio, da parte della società proprietaria dell`Iper. «I punti fermi sui quali ci stiamo battendo – sottolineano i sindacati – sono la chiusura nelle giornate festive, civili e religiose (escluse 8 dicembre e 6 gennaio, già derogate dalla Regione); un massimo di 22 domeniche di apertura; il limite delle 21 come orario notturno e la garanzia del criterio della volontarietà e rotazione della prestazione da parte del lavoratore».
Le parti hanno convenuto che fosse obiettivo comune la conferma dell`accordo, con la richiesta di attivare un luogo di coordinamento provinciale per coinvolgere non solo l`Iper forlivese ma anche le altre strutture del territorio, come Savignano e Forlimpopoli. «Il ruolo svolto dal Comune finora è stato prezioso – ricordano le associazioni dei lavoratori ci auguriamo che la Provincia entro breve possa interpretarne uno analogo su vasta scala».