Commercio: Ma le previsioni sui consumi sono positive

28/10/2000

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Sabato 28 Ottobre 2000
italia – economia
Ma le previsioni sui consumi sono positive

MILANO Le stime degli istituti di ricerca sui consumi in generale rimangono positive e anche le prime rilevazioni di mercato su settembre appaiono ben orientate. Secondo le prime indicazioni di Iri-Infoscan sulle vendite negli ipermercati in settembre, nonostante una lieve decelerazione la tendenza è sempre al rialzo con una crescita di poco inferiore al 12% a livello tendenziale. Una crescita peraltro accompagnata da performance consistenti sia per l’alimentare che per i prodotti non food (elettrodomestici e tessile in particolare).

Inoltre, diversi istituti di ricerca restano fiduciosi su un positivo apporto dei consumi delle famiglie alla marcia dell’Azienda Italia, sia quest’anno che il prossimo.

Secondo Comit-Prometeia, ad esempio, il tasso di crescita globale della domanda per consumi dovrebbe attestarsi sull’1,8% sia nel 2000 sia nel 2001, per poi flettere leggermente all’1,7% nel 2002.

Secondo l’Irs i consumi finali cresceranno del 2% quest’anno e l’incremento salirà al 2,1% nel corso del 2001. Inoltre le stime relative alle spese delle famiglie indicano una crescita del 2,4% nel 2000 dopo l’1,7% registrato nel corso del 1999. Per il 2001 le previsioni del’Irs sono orientate su una crescita del 2,6 per cento.

Anche se si tratta di grandezze e valori diversi, non direttamente comparabili, il sentiment degli istituti di ricerca verso la dinamica dei consumi delle famiglie (grazie anche a una politica fiscale espansiva in questo momento e alla crescita dei posti di lavoro) è sicuramente positivo.

«Il vero nodo — commenta Luca Pellegrini, vicedirettore del Cescom-Bocconi — è che si stanno modificando profondamente le quote di mercato dei canali distributivi e anche le tipologie di consumo. Nel non alimentare, ad esempio, il ruolo giocato dalle grandi superfici specializzate è oggi rilevante. Sono poi intervenuti negli ultimi tempi importanti modificazioni negli acquisti di beni a seconda dei canali distributivi». Gli ipermercati, ad esempio, hanno conquistato quote importanti degli elettrodomestici e del tessile.

V.Ch.