Commercio: Lo sprint dei grandi negozi

12/03/2001

Il Sole 24 Ore
Sabato 10 Marzo 2001  
Quotidiano > Italia-Economia


Commercio. Secondo la Faid nel 2001 il giro d’affari della distribuzione moderna salirà a 140mila miliardi (+10%)
Lo sprint dei grandi negozi
Cresce il peso degli ipermercati – Ma i nuovi investimenti sono frenati dalla lentezza della riforma
Vincenzo Chierchia
MILANO La distribuzione moderna sta accelerando il passo sul fronte del business e delle quote di mercato. Il giro d’affari delle grandi superfici commerciali si prepara a superare di slancio quota 140mila miliardi nel 2001, sull’onda di un incremento del fatturato che viaggia da qualche anno intorno al 10% l’anno, con punte anche superiori al 10% come nel caso degli ipermercati, secondo le elaborazioni sui dati AcNielsen, Iri-Infoscan e dell’Istat.

L’ultima ricognizione certificata, relativa al bilancio al 1° gennaio 2000, è stata realizzata dalla Faid, ossia l’associazione della grande distribuzione aderente a Confcommercio. La Faid ha rilevato per le grandi unità di vendita, alimentari e non, un giro d’affari complessivo di 120.647 miliardi di lire, con un netto incremento rispetto ai 99.147 miliardi registrati alla fine del 1998. Le stime indicano dunque come superabile quota 140mila miliardi, ma alla Faid non nascondono le incertezze sugli investimenti bloccati dalla lentezza della riforma del commercio.

Sulla base delle rilevazioni relative all’intero anno 1999 è possibile dunque prevedere, anche in modo peraltro prudenziale, che lo sviluppo del giro d’affari delle grandi superfici di vendita sta proseguendo in maniera incessante.

Nell’arco di un decennio il business appare dunque quasi triplicato, se si considera il fatto che nel 1991 il giro d’affari stimato da Faid era risultato pari a 53.182 miliardi di lire (nel 1989 il consuntivo si era fermato a 39.600 miliardi con una quota dell’11,5% sui consumi commercializzati).

L’indagine mette poi in evidenza un altro elemento chiave per interpretare l’evoluzione della struttura commerciale italiana. La quota della distribuzione moderna sul totale dei consumi commercializzati, secondo Faid, si è attestata (dati fine ’99) intorno al 23,2% con un netto incremento rispetto al 19,7% rilevato alla fine del ’98. Nel ’91 tale quota era risultata pari al 13,4 per cento. Inoltre tra il ’97 e il ’99 si è passati dal 18,3% al 23,2%, ossia le grandi superfici di vendita hanno guadagnato ben cinque punti percentuali. Tra 2000 e 2001, in base alle proiezioni sulla base di questi dati, il raggiungimento e forse anche il superamento di quota 25% appare sicuramente a portata di mano.

Il ruolo trainante è svolto dagli ipermercati. Le ultime stime Faid indicano per i supermercati un giro d’affari di circa 77mila miliardi, per i grandi magazzini un business di 10.800 miliardi e per gli ipermercati ricavi nell’ordine dei 32.830 miliardi. Se si guarda alla ripartizione sul totale del giro d’affari, la quota dei supermercati cala dal 66,5% al 63,8%, quella dei grandi magazzini dal 9,6% al 9%, mentre gli ipermercati vedono salire la quota dal 23,9% al 27,2 per cento. E negli ultimi tempi questa tendenza è apparsa in ulteriore rafforzamento.

L’analisi di Faid mette in evidenza un ulteriore aspetto della dinamica delle performance delle grandi superfici. Emerge infatti il ruolo determinante dell’alimentare. Le vendite di prodotti food nelle grandi superfici distributive superano gli 88mila miliardi e la quota sui consumi commercializzati ha raggiunto il 44,2% rispetto al 37,3% della rilevazione precedente. Per quanto riguarda i prodotti non alimentari il giro d’affari stimato si attesta sui 32.569 miliardi di lire con una quota del 10,1% rispetto all’8,6% della stima precedente.

Nell’arco di un decennio il fatturato dell’alimentare nelle grandi superfici è passato da 27.600 a oltre 88mila miliardi e la relativa quota sui consumi commercializzati è salita dal 19,1% al 44,2 per cento.

Sabato 10 Marzo 2001

 
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