Commercio, lo sciopero non chiude i supermarket

17/04/2001

Il Sole 24 ORE.com

Sabato 14 Aprile 2001 – Pagina 16

    ITALIA-LAVORO

    Commercio, lo sciopero non chiude i supermarket
    MILANO. Guerra di cifre e di risultati sullo sciopero di ieri nel settore del commercio. I sindacati hanno dichiarato ufficialmente che l’adesione è stata alta, con punte dell’80%, ed hanno anche minacciato ricorsi alla magistratura per presunti casi di impiego di lavoratori interinali per coprire le carenze di organico. Ma di disagi, in generale, se ne sono verificati molto pochi. La temuta chiusura generalizzata di negozi e supermarket alla vigilia di Pasqua praticamente non c’è stata. Al centro della vertenza il braccio di ferro sull’adeguamento della parte economica del contratto: 115mila lire di aumento, la richiesta dei sindacati, 70mila lire l’offerta di Confcommecio (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri).
    «Lw adesioni allo sciopero sono andate al di là delle aspettative sia nella grande distribuzione che nelle aziende commerciali tradizionali» sottolinea la Filcams-Cgil. Al tempo stesso, il sindacato denuncia anche che «le imprese hanno fatto di tutto pur di tenere aperte le porte dei grandi magazzini, presidiando le casse con qualche capo-reparto e facendo opera di dissuasione dallo sciopero ai limiti della legalità. Alcuni episodi gravi – dichiara Filcams – sono al vaglio dei sindacati per eventuali ricorsi alla mgistratura».
    Riguardo alle percentuali di adesione, il sindacato annuncia che sono rimasti chiusi il centro commerciale Le Gru Padova , la Standa di Moncalieri, l’Agfa Color di Milano, CgtMilano e quattro piani della Rinascente Duomo a Milano (e in altre città). Forte l’astensione dal lavoro anche per i gruppo Rinascente-Auchan, Esselunga, Carrefour, Feltrinelli, Pam, Coin, Despar e Ikea. Molto limitati i disagi reali per i clinti.
    Durante lo sciopero del commercio «che sul territorio fiorentino ha avuto un’ampia adesione» – afferma in una nota di Cgil, Cisl e Uil – alle organizzazioni sindacali è stato segnalato un utilizzo maggiore di lavoro interinale nelle aziende della grande distribuzione.
    Anche a Bologna, in alcuni casi sarebbero stati impiegati lavoratori interinali in sostituzione di scioperanti. La denuncia viene dai sindacati bolognesi di categoria Filcams-Fisascat-Uiltucs che, in una nota, annunciano possibili denunce cei coinfronti di alcune aziende per attività antisindacale (la sostituzione di scioperanti con interinali è vietata per legge). Secondo i sindacati di Bologna lo sciopero ha raggiunto adesioni dall’80% al 100 per cento.
    P.L.
 
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