«Commercio, lavoro troppo flessibile»

15/05/2002



     






Una raccolta di firme per contestare l’apertura 24 ore su 24 dei negozi. Non è escluso il ricorso allo sciopero
«Commercio, lavoro troppo flessibile»

I sindacati denunciano il ricorso al tempo determinato e alle collaborazioni coordinate

di GIACOMINA PELLIZZARI
Commesse assunte con contratti a termine, oppure regolamentate come collaboratrici coordinate e continuative anche se osservano un orario di lavoro che le occupa per l’intera giornata. Contrari al prolungamento dell’orario di apertura dei negozi deciso dalla Regione, i rappresentanti della Filcams-Cgil e della Cisl denunciano l’eccessivo ricorso alle forme occupazionali che esulano dall’assunzione a tempo indeterminato nel settore Commercio e minacciano il ricorso allo sciopero. La Cisl sta raccogliendo le firme da presentare all’assessore regionale competente.
Cgil e Cisl vogliono ridurre le forme di flessibilità che fanno venir meno i diritti dei lavoratori, per questo sono decise a promuovere delle azioni di protesta prima che la situazione si aggravi ulteriormente proprio a seguito dell’applicazione della norma regionale che autorizza l’apertura prolungata dei negozi anche 24 ore su 24.
Proprio per non veder lievitare i contratti a tempo determinato e le collaborazione coordinate continuative, che in provincia interessano quasi il 50 per cento degli occupati, la Cisl – annuncia Iris Morassi – sta organizzando una raccolta di firme, mentre la Filcams-Cgil chiederà un incontro all’assessore regionale riservandosi di valutare, come riferisce Danilo Margheritta, il ricorso allo sciopero.
«Siamo di fronte a un’esasperazione della flessibilità del mercato del lavoro – spiega Margheritta – molto spesso le collaborazioni coordinate e continuative mascherano un rapporto subordinato e il contratto a tempo determinato di fatto diventa una proroga del periodo di prova». In passato a una commessa di quarto livello bastava superare i 45 giorni del periodo di prova per vedersi confermare il posto, ora, invece, sottolinea Margheritta, «può essere assunta con un contratto a tempo determinato della durata di tre anni prorogabile di uno. In questo modo si allunga il periodo di prova».
Una situazione, questa, che determina degli effetti negativi soprattutto dal punto di vista psicologico. Secondo il sindacalista, infatti, i più penalizzati sono gli ultra trentenni che alle volte riescono a lavorare solo come collaboratori coordinati continuativi.
Dello stesso avviso Iris Morassi della Cisl che ammette: «Abbiamo un numero altissimo di iscrizioni per vertenze nel settore Commercio». In questo senso la situazione si aggrava nella stagione estiva non solo nelle località turistiche, ma anche in città. «Anche se in termini di possibilità contrattuali, il settore Commercio dispone di varie forme di flessibilità – precisa Iris Morassi – i commercianti sono molto restii a concordarla, preferiscono adottare la flessibilità unilaterale non equa». Detto questo la rappresentante della Cisl, si sofferma sulla possibile apertura dei negozi nell’arco dell’intera giornata. «Non si combatte la grande distribuzioni con l’apertura sulle 24 ore. I negozi a conduzione familiare o quelli con pochi dipendenti non riescono ad aprire neppure tutte le domeniche». Le più penalizzate sono le donne che non riescono a conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari. «Mai come in questo periodo – conferma la rappresentante della Cisl – assistiamo a un turnover della manodopera femminile».
Di fronte a questa situazione i sindacalisti insistono a dire che le aperture dei negozi vanno definite tenendo conto degli orari della città.