“Commercio” La grande distribuzione guarda a Sud

19/03/2007
    giovedì 15 marzo 2007

    Pagina 20 – Dossier Commercio

    La grande distribuzione guarda a Sud

      È nel mezzogiorno che si gioca la partita dello sviluppo per le catene commerciali

        Vincenzo Chierchia

        Il mercato mondiale della grande distribuzione organizzata va verso la concentrazione tra i maggiori operatori, come dimostrano le manovre in corso su Carrefour (si veda l’articolo nella sezione Finanza).

        E gli operatori italiani della Gdo? Si muovono lentamente sul fronte delle alleanze internazionali, mentre i riflettori sono accesi sullo scenario domestico. Tre catene italiane hanno infatti deciso di giocare un ruolo di riferimento: Coop (ha costruito la principale centrale acquisti con Suigma, Despar e Gigante), Conad (alleato di Leclerc associa oggi anche Rewe Italia e Interdis) e Selex (ha varato la Esd con Esselunga e partner minori). Numerose le catene italiane di medio livello e di elevatta efficienza: da Bennet a Pam, da Lombardini a Esselunga. Rilevante anche il peso dei gruppi organizzati come Sisa e Crai.

        A livello più generale, si può affermare senza tema di smentita che la grande distribuzione domina incontrastata nel comparto dei prodotti di largo consumo (ed anche bricolage, elettronica, abbigliamento sportivo). Certo anche l’Italia del commercio è connotata dal divario che segna in generale il Paese, tra un Centro-Nord più congestionato e un Sud dove la distribuzione moderna è meno sviluppata. Eppure è proprio nel Mezzogiorno che si gioca la partita dello sviluppo, visto che è lì che al momento è meno sviluppata la presenza delle grandi catene commerciali. Non a caso le stime del ministero dello Sviluppo economico sui centri commerciali sottolineano che il 62% delle strutture operanti oggi in Italia si trova concentrata prevalentemente tra Nord-Ovest (33,1%) e Nord-Est (29,6%); al Centro si trova il 21,9% dei 679 shopping center rilevati, mentre solo il 15,3% opera nel Mezzogioeno. I metri quadrati di superficie commerciale utilizzati dalla grande distribuzione sono 168 (ogni mille abitanti) in media per l’untera Italia, ma si passa dai 194/198 del Nord ai 127 del Sud.

        Più in generale, in Italia (dati AcNielsen 2006) si contano oggi 651 ipermercati 7.877 supermercati e 3.281 hard discount. I piccoli supermarket di quartiere (superette) sono in totale 16.060. Nell’arco di sei anni la crescita è stata notevole: nel 2000 si contavano 428 ipermercati, 6.651 supermercati, 2.537 hard discount (negozi medi che vendono per lo più prodotti supercontati e non di marca) e 14.141 superette.

        Entro il 2010 lo sviluppo della grande distribuzione è destinato a proseguire in misura massiccia. AcNielsen stima che gli ipermercati dovrebbero toccare quota 748, i supermercati quota 8.361 e i discount quota 3.573; solo per ipermercati e centri commercialisi stimano almeno 60 progetti in cantiere o in fase avanzata di realizzazione per oltre cinque milioni di euro di investimenti nei prossimi tre o quattro anni.

        La sfida tra big del commercio e piccoli dettaglianti, che aveva infiammato e contraddistinto gli anni 8o e metà degli anni 90, si è risolta in generale con l’affermazione delle catene commerciali organizzate, molte delle quali estere.

        Considerando il fatturato delle aziende commerciali alimentari, la quota della grande distribuzione (hard discount compresi) si attesta intorno all’80% del totale – secondo AcNielsen – mentre la quota del dettaglio tradizionale, dal 2000 a oggi, è calata dal 25,4 al 19 per cento. In termini puramente il dettaglio tradizionale resta comunque molto diffuso e radicato, e conta circa 192mila punti di vendita a fronte dei 28mila circa della grande distribuzione. Quanto alla presenza degli stranieri in Italia, lo sbarco cominciò dall’inizio degli anni 8o. Nell’ambito della distribuzione all’ingrosso, leader di mercato è la tedesca Metro, che – dopo l’americana Wal-Mart e la francese Carrefour – è la terza catena più grande al mondo. Nella distribuzione al dettaglio tra i leader troviamo i colossi transalpini Carrefour (con l’alleato Finiper-Unes) e Auchan, affiancati dal gruppo tedesco Rewe. Nel settore dell’hard discount il leader è il gruppo tedesco Lidl (che risulta oggi anche tra i principali investitori pubblicitari) con un giro d’affari intorno ai 1,5 miliardi.

        Cambierebbe qualcosa in Italia se Arnault dovesse diventare il nuovo patron di Carrefour? È troppo presto per dirlo, ma di sicuro la rivoluzione che sta scuotendo il gruppo transalpino non mancherà, tra qualche tempo, di far sentire i suoi effetti anche da noi.

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