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Commercio: in Toscana un importante contratto integrativo aziendale

24/03/2015

Le concessionarie dei negozi Calzedonia, Tezenis, Intimissimi e Original’s Marines siglano il contratto integrativo aziendale con la Filcams 

 E’ stato sottoscritto nei giorni scorsi il Contratto Integrativo Aziendale per le aziende che fanno capo ad una famiglia di imprenditori lucchesi concessionari dei marchi Calzedonia, Tezenis, Intimissimi e Original’s Marines e presenti sul territorio toscano con punti vendita nelle provincie di Lucca, Pisa, Firenze, MassaCarrara, Siena, Pistoia e Livorno.

Dopo una trattativa che ha visto le Parti convenire sull’importanza di individuare percorsi e regole condivise, la Filcams Cgil Toscana, congiuntamente alle Filcams di Lucca, Pisa, Firenze, Massa, Siena, Pistoia e Livorno ha sottoscritto con la Direzione Aziendale il primo Contratto Integrativo che verrà applicato a circa 100 lavoratrici e lavoratori.

“E’ un risultato molto positivo e importante – dichiara Cinzia Bernardini segretaria generale della Filcams Cgil Toscana – perché si individuano regole normative ed economiche migliorative rispetto al Contratto Nazionale del Commercio e soprattutto perché si stipula il Contratto Integrativo Aziendale ad un anno e mezzo dall’Accordo quadro di stabilizzazione che aveva permesso di trasformare il contratto delle lavoratrici da associate in partecipazione a contratto a tempo indeterminato, togliendole dalla condizione di precarietà”

“Il Contratto sottoscritto ha stabilito regole e norme che riguardano temi importanti come i diritti sindacali, il welfare contrattuale, l’Organizzazione del lavoro e degli orari, il salario variabile – mette in evidenza Stefano Nicoli Segretario della Filcams Regionale -  che danno risposte concrete alle necessità delle lavoratrici, risposte economiche e normative, provando a conciliare i tempi di vita e di lavoro e soprattutto regole che valgono per tutti i dipendenti a prescindere dalla natura del loro contratto individuale”.

Il Contratto integrativo prevede il riconoscimento di diritti di informazione e i diritti sindacali, con possibilità per i lavoratori di svolgere assemblee sindacali retribuite anche fuori dall’orario di lavoro, la possibilità per i lavoratori di avere l’anticipo del TFR a partire dal terzo anno di anzianità e per ogni ragione o causa la possibilità in ogni punto vendita di poter fruire del part time post maternità a prescindere dal numero degli addetti, tutte norme migliorative rispetto al Contratto Nazionale.

Sul tema dell’Organizzazione del lavoro e degli orari, tema molto sentito dalle lavoratrici, si prevede la programmazione semestrale dell’orario di lavoro, l’organizzazione del lavoro domenicale privilegiando la volontarietà e secondo un equa ripartizione dei carichi di lavoro, tenendo conto delle necessità aziendali e delle esigenze dei lavoratori.

Vengono ulteriormente normati istituti come le ferie e i permessi.

Viene prevista, inoltre, una pausa retribuita di 10 minuti all’interno dell’orario di lavoro.
Altro elemento qualificante sono le norme sul salario variabile: sono stati individuati i criteri per un premio variabile che partirà da € 1.200 e che sarà disponibile per tutti i dipendenti dell’azienda compresi gli apprendisti, i contratti a termine e a chiamata.

“L’Accordo  – prosegue Stefano Nicoli Segretario della Filcams Regionale- è il frutto dell’impegno delle lavoratrici che con la loro iscrizione al sindacato  hanno dato la rappresentanza alla Filcams per tutelarle e migliorare le loro condizioni di lavoro e dalla disponibilità e lungimiranza degli imprenditori che hanno ritenuto perseguire la valorizzazione del patrimonio comune tra lavoratori e azienda sottoscrivendo l’Accordo.”

“Questo Accordo è la dimostrazione che la CGIL e la Filcams fanno della contrattazione inclusiva non solo un obiettivo, ma la realizzano concretamente – conclude Cinzia Bernardini – il percorso che abbiamo fatto ne è la dimostrazione pratica.”

Nei prossimi giorni si terranno le assemblee nelle quali verrà illustrato l’accordo che sarà sottoposto al giudizio delle lavoratrici.